Più complesso il quadro al proporzionale. I senatori eletti al proporzionale saranno 9, dei quali 4 nel plurinominale dell’Emilia, da Piacenza a Modena, e 5 in quello che va da Bologna alla Romagna.
La ripartizione possibile fra le coalizioni potrebbe essere: 4 senatori al centrosinistra, 2 in Emilia e 2 in Romagna; 4 al centrodestra, sempre 2 in Emilia e 2 in Romagna; 1 ai 5 stelle, in Romagna. La strada per Maria Laura Mantovani è quindi estremamente in salita: per fare scattare il collegio dei 5 stelle in Emilia ci dovrebbe essere una differenza di diversi punti percentuali fra i voti nei due collegi, difficilmente ipotizzabile.
Dei quattro seggi complessivi attribuiti al centrodestra, Fdi dovrebbe prenderne due, uno per ciascun plurinominale, già con un risultato del 15/16%. Quasi certa quindi l’elezione a Modena di Michele Barcaiuolo, se Elena Leonardi, che lo precede in lista, vincerà nel proprio uninominale. Il sistema di ripartizione al Senato (Hare, quozienti e resti) lascia qualche possibilità alle liste più piccole, quindi gli altri due seggi del centrodestra saranno quasi sicuramente divisi fra Lega e Forza Italia. E qui potrebbe esserci un’interessante singolarità: a causa dello strano meccanismo di ripartizione fra i collegi plurinominali, la Lega in Emilia potrebbe dover cedere il suo seggio a favore di Forza Italia in Romagna, anche nel prevedibile caso di doppiaggio della Lega ai danni di Forza Italia. Solo con una Lega in grado di triplicare i consensi rispetto al partito di Berlusconi questo scenario non si verificherebbe. Quindi Enrico Aimi, secondo in lista dopo Anna Maria Bernini che scatterà altrove, verrebbe eletto a danno di Stefano Corti – cosa che spiegherebbe la candidatura fuori porta. Se invece Aimi dovesse vincere contro la Rando all'uninominale il seggio resterebbe a Forza Italia, in questo caso andrebbe ad Elena Vannoni. Dal canto suo Corti, reduce nella legislatura in corso dalla clamorosa vittoria nel ricorso contro il Dem Patriarca, spera ovviamente che la Lega possa fare il botto.
Molto più lineare la situazione del Pd, invece, che eleggerà due senatori per collegio (Barbara Lori e Graziano Delrio e Sandra Zampa e Daniele Manca), con lo zero degli alleati di coalizione, a meno che Verdi e Sinistra non facciano un risultato molto più alto dei sondaggi.
Anche cambiando le proporzioni questi dati non cambiano di molto. Solo nel caso di un’ottima affermazione del Quarto Polo, sopra ai sondaggi, il seggio di Aimi finirebbe a Calenda, capolista a Bologna, col seggio che andrebbe quasi certamente al secondo in lista, Lisa Noja. Sempre che la coalizione di centrodestra, nel suo insieme, non superi quella di centrosinistra: sarebbero allora il Pd emiliano o i Verdi a dover cedere il seggio.
Nei prossimi giorni la medesima analisi, sempre su La Pressa, per quanto riguarda la Camera dei deputati.
Magath

