La fantasia del fisco che diventa incubo per i cittadini e le imprese. L’ennesimo ‘colpo di scena’, ma purtroppo non si tratta di un film, arriva dalle cartelle esattoriali che alcuni esercenti del centro storico di Modena si sono visti recapitare. Motivo? La pubblicità sugli zerbini. Il caso è diventato nazionale, generando sconcerto dopo la rabbia di chi si vede vessato da una gabella candidata a entrare di diritto tra le più assurde della storia. Incredibile, qui siamo al livello della tassa sull’anima dello zar Pietro il Grande o di quella sulle ciprie per le parrucche del 1700. E’ completamente folle: non solo a Modena il costo della vita è tra i più alti d’Italia, come la pressione fiscale, per cui 'in cambio’ arrivano da Roma tagli agli enti locali e di conseguenza agli investimenti sulle infrastrutture. Ci mettiamo anche queste gabelle incredibili a rendere la vita difficile a chi tenta di tenere in vita il piccolo commercio. Un presidio non solo economico, ma anche sociale, nei territori urbani. L'ICA (la società che per conto del Comune di Modena riscuote il tributo sugli zerbini ‘pubblicitari’) deve ritirare immediatamente le sanzioni comminate agli esercenti. E’ un gesto di buon senso in una situazione di pressione fiscale ai limiti dell'insostenibile.
Stefano Bargi - consigliere regionale Lega Nord


