Ieri nella chiesa di San Carlo a Modena è andato in scena il comizio politico di Carlo De Benedetti. Un attacco frontale al Governo che ha imbarazzato solo i più avveduti tra i presenti in platea.
Al di là del battito di mani dei supporter dell'editore e del suo giornale-partito, a dire il vero molti hanno sorvolato su un aspetto non di poco conto. De Benedetti, infatti, ha parlato in un contesto di un evento (la festa del quotidiano Domani) patrocinato dalle principali istituzioni locali: Comune di Modena, Regione Emilia Romagna, Unimore, Fondazione Ordine giornalisti, e Fondazione. Lo scorso anno il Comune finanziò addirittura l'evento con 30mila euro, quest'anno a quanto pare - dopo le polemiche annesse - ha dato solo il patrocinio gratuito, ma poco cambia.
Il punto non è essere di destra o di sinistra, amare il Governo Meloni o odiarlo visceralmente. Il punto è strettamente istituzionale. Lasciamo perdere gli sponsor (Bper, Cna, Enel...), ma possono il Comune, la Regione, l'Università, la Fondazione Odg, mettere il proprio marchio su un comizio organizzato senza alcun contraddittorio? Sindaco, presidente della Regione, Rettore condividono la tesi secondo cui il premier italiano è un demente? E che tale affermazione apodittica può essere pronunciata senza alcun contrappeso dialettico? All'Ordine dei giornalisti va bene così? E' deontologico? Perchè se così è lo si dica. Se non è così allora si prendano le distanze da quel comizio e da quegli insulti e si restituisca un briciolo di dignità alle istituzioni e alla professione giornalistica.
Giuseppe Leonelli


