Il corso della Scuola edile della provincia si è svolto da ottobre a dicembre: 172 ore tra gli spazi interni ed esterni della struttura di via dei Tipografi, di cui alcune trascorse sui banchi per assimilare nozioni di sicurezza sul lavoro, tecnologie dei materiali e gestione del cantiere; le restanti tra gesso e cazzuola per imparare l’arte muraria: dall’applicazione del cappotto termico alle finiture di interni.
Al temine del corso il presidente della Scuola edile Alessandro Dondi e la dirigente dei Servizi sociali Barbara Papotti hanno consegnato ad Alì e agli altri 11 ragazzi, l’attestato di “Addetto alle lavorazioni di cantiere” e dopo poche settimane sono arrivate anche le prime chiamate da parte di imprese locali interessate.
È infatti molto forte la richiesta di personale in un settore, quello dell’edilizia, dove le condizioni di lavoro stanno rapidamente cambiando sotto la spinta dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità energetica, ma che ha ancora un livello di appetibilità molto basso presso le giovani generazioni.
Diverse quindi le opportunità di lavoro che si aprono per i ragazzi che hanno frequentato il corso e che si potranno concretizzare in assunzioni al compimento dei 18 anni. Tra loro ci sono giovanissimi provenienti dall’Albania fuggiti dalla povertà e dall’arretratezza delle campagne, talvolta con storie familiari segnate da abbandoni, alcolismo e violenze, in altri casi hanno sulle spalle la responsabilità di dover provvedere ai familiari.
'La maggior parte di loro ha una grande voglia di riscatto, ma hanno anche bisogno di un sistema capace di accoglierli e sostenerli per aiutarli a diventare parte attiva della comunità', sottolinea il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. 'La legge ci chiede di dare loro un alloggio e di occuparcene fino alla maggior età. E dopo? Non possiamo limitarci a sperare che non vadano ad alimentare un universo sommerso ai margini della legalità. Dobbiamo dare a questi ragazzi la possibilità di un futuro onesto, di diventare una risorsa per la nostra comunità: favorire l’ingresso nel mercato del lavoro è un passo decisivo nel loro percorso di inclusione e integrazione, oltre che per evitare fenomeni di devianza'.
Il progetto modenese si colloca nell’ambito del Protocollo d’intesa per favorire l’inserimento socio-lavorativo di richiedenti e titolari di protezione internazionale e altri cittadini stranieri in condizione di vulnerabilità, stipulato tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero dell’Interno e Ance Associazione nazionale costruttori edili, Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.



