Arriva un'altra tegola nella gestione dell' Azienda della mobilità di Modena Amo. Stando ai documenti in possesso de La Pressa, risulterebbe infatti un avviso di adempimento spontaneo dell' Agenzia delle Entrate, sottoscritto dal direttore Salvatore Cortese della direzione centrale piccole e medie imprese di Roma, datato 21 marzo 2025. Con tale lettera l'Agenzia riscontra una possibile anomalia, con differenze fra l'imponibile delle fatture elettroniche, imponibile per un ammontare di oltre 1,4 milioni di euro, e la dichiarazione Iva del periodo d'imposta 2022. Attraverso questa comunicazione l'Agenzia chiede ad Amo chiarimenti. Non è dato sapere a La Pressa quando Amo abbia effettivamente ricevuto la comunicazione datata 21 marzo, né la risposta della Agenzia, ma essa - sempre in base ai documenti in nostro possesso - sarebbe stata protocollata il 15 aprile 2025.
Impossibile e anche inopportuno stabilire un legame diretto tra questa comunicazione e l'ammanco da 515mila euro che ha provocato un terremoto politico a Modena. Per dovere di cronaca va però evidenziato come la data del 15 aprile sia antecedente di un giorno rispetto a quel 16 aprile 2025, giorno nel quale la agenzia Amo ha comunicato ufficialmente di aver scoperto, attraverso il Direttore, per la prima volta il maxi ammanco.
Il direttore de La Pressa ha contattato l'amministratore unico Andrea Bosi il quale non si è pronunciato nel merito, ma ha dichiarato che farà puntuali accertamenti in quanto non era stato ancora messo a conoscenza di questa ulteriore questione.
Eli Gold

