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Antimafia, anche Saffioti e Omizzolo con gli studenti modenesi

Antimafia, anche Saffioti e Omizzolo con gli studenti modenesi

Venerdì con gli studenti del Corni e del Fermi. L'imprenditore Gaetano Saffioti dal 2002 vive sotto scorta insieme alla famiglia


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Testimoni di impegno per la giustizia e la lotta alle mafie, persone che, di qualsiasi provenienza e in nei rispettivi campi, si sono spese in prima persona per cambiare le cose e opporsi alle situazioni di illegalità e malaffare: sono questi i ‘volumi’ della Biblioteca Vivente digitale dell’antimafia, iniziativa promossa dal CUP – Comitato Unitario dei Professionisti della Provincia di Modena insieme alla Cooperativa sociale Open Group - Libera Radio, con il sostegno del Comune di Modena nell’ambito del progetto “Legalità e Territorio 2021” cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Iniziata lo scorso anno, ora la Biblioteca vivente si arricchisce di due nuovi ‘volumi’, messi a disposizione di studenti, operatori sociali e comunità: l’imprenditore edile calabrese e collaboratore di giustizia Gaetano Saffioti (nella foto), che dal 2002 vive sotto scorta insieme alla famiglia – senza aver mai voluto abbandonare la propria terra d’origine - per aver denunciato, fatto arrestare e condannare alcuni dei boss di ‘ndrangheta più pericolosi della piana di Gioia Tauro, e il sociologo e giornalista Marco Omizzolo, che ha subito minacce e intimidazioni a causa degli studi e indagini sul campo relative al caporalato e alla tratta internazionale di lavoratori, insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica
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italiana dal Presidente Sergio Mattarella.

Le storie, le passioni, le difficoltà e le scelte che vanno a comporre la vita dei due nuovi testimoni vanno così ad aggiungersi a quelle dell’educatore di strada Ciro Corona, del giornalista Giovanni Tizian, della docente universitaria Stefania Pellegrini e del Sindaco Pierpaolo d'Arienzo.

Venerdì 22 aprile, dalle 10 alle 12, agli studenti degli istituti superiori Fermo Corni ed Enrico Fermi di Modena, che hanno avuto a disposizione i libri per conoscere le storie di impegno che raccontano, nell’ambito di in un percorso di approfondimento legato ai temi della legalità e dell’antimafia, incontreranno proprio i testimoni, rivolgendo domande e confrontandosi con Ciro Corona, Stefania Pellegrini, Giovanni Tizian, Marco Omizzolo e Gaetano Saffioti, in una mattinata condotta da Federico Lacche, giornalista di Libera Radio – Open Group e autore del progetto.

Insieme a loro, porteranno il proprio saluto anche Andrea Bosi, assessore ai Lavori Pubblici, Politiche per il lavoro e Legalità del Comune di Modena, il Presidente del CUP Giuliano Fusco, e Federico Giroldi e Paolo Pergreffi, presidi rispettivamente di Corni e Fermi.

L’intenzione degli organizzatori è poi quella di mettere a disposizione della collettività i sei libri – più gli altri con cui, nel tempo, si andrà arricchendo la Biblioteca vivente – per contribuire
a ulteriori iniziative di divulgazione e approfondimento su queste tematiche, sia nei confronti degli studenti che di tutti i cittadini.

“Siamo orgogliosi di continuare a portare avanti questa iniziativa – commenta il Presidente del CUP Giuliano Fusco – che coinvolge un numero crescente di studenti, di docenti e di testimoni di legalità. Gli Ordini e Collegi Professionali aderenti al CUP si spendono con convinzione per ribadire e attuare concretamente i principi di legalità che dovrebbero essere a fondamento di ogni comunità, consapevoli che i professionisti siano a chiamati a giocare un ruolo centrale in tema di vigilanza, prevenzione e informazione. La testimonianza concreta dei protagonisti della Biblioteca Vivente rappresenta un messaggio importante per le giovani generazioni: la prova che è possibile contrastare le mafie e fare la propria parte per contribuire a una società più giusta e rispettosa della giustizia, che significa poi una società capace di tutelare i diritti di tutti, a partire dai più deboli”.
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