'Noi, Direttori delle Strutture Chirurgiche Generali della provincia di Modena, sia dell’Azienda USL sia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, riteniamo necessario sottoporre all’attenzione delle Direzioni una questione di particolare rilevanza per la programmazione della rete chirurgica provinciale. Siamo attualmente impegnati in importanti e sfidanti progetti di integrazione tra équipe, di riorganizzazione delle attività e di costruzione di nuovi e complessi percorsi assistenziali, con l’obiettivo comune di garantire appropriatezza, qualità, sicurezza e sostenibilità dell’offerta chirurgica. In questo contesto, abbiamo appreso della formalizzazione, in data 29 settembre 2026, di un ulteriore percorso decisionale interaziendale Modena-Reggio, nel cui ambito sono espressamente ricomprese “la chirurgia a bassa e media complessità” e l’emergenza-urgenza”. Dalla documentazione disponibile emerge che non si tratta di un confronto meramente esplorativo: il mandato prevede infatti l’elaborazione di progetti di integrazione, la possibilità di costituire sottogruppi di lavoro, di coinvolgere ulteriori professionisti e, successivamente, di estendere gli ambiti di intervento'. Inizia così la lettera inviata alle Direzioni Generali, alle Direzioni Sanitarie e, per conoscenza, ai competenti organismi aziendali e interaziendali dai direttori delle Strutture Chirurgiche Generali della provincia di Modena Ausl e Aou Fabrizio Di Benedetto, Roberta Gelmini, Silvia Neri, Micaela Piccoli, Stefano Sassi e Michele Varoli.
Una lettera nella quale i primari stroncano il progetto a firma
del direttore generale Mattia Altini che La Pressa ha reso noto in anteprima che prevede l'integrazione tra gli ospedali di Scandiano e Sassuolo.Ecco dunque il testo integrale della missiva a prima firma di Fabrizio Di Benedetto.
Riteniamo pertanto necessario comprendere come tale percorso si coordini con il contemporaneo lavoro di ridefinizione dell’offerta chirurgica della provincia di Modena.
La possibile integrazione tra i presidi di Sassuolo e Scandiano può infatti incidere direttamente su variabili che sono oggetto della programmazione chirurgica provinciale: volumi di attività, livelli di complessità, distribuzione dell’attività elettiva e dell’emergenza-urgenza, organizzazione delle guardie, disponibilità anestesiologica, posti letto, fabbisogni di personale e rapporto tra presidi hub e spoke.
In particolare, qualora una quota dell’attività di bassa e media complessità oggi afferente a Sassuolo fosse condivisa o redistribuita con Scandiano, il quadro complessivo della rete chirurgica modenese potrebbe risultare significativamente modificato. Analogamente, un’eventuale concentrazione a Sassuolo di attività oggi svolte a Scandiano produrrebbe conseguenze sulla programmazione complessiva.
A ciò si aggiunge un elemento che riteniamo particolarmente significativo: tra i principi indicati per l’integrazione interaziendale figura la “reciprocità dell’offerta”e la “valorizzazione delle vocazioni già esistenti di ciascun presidio”.
Si tratta di aspetti che incidono direttamente sulla definizione della vocazione chirurgica dei singoli presidi e, conseguentemente, sulla costruzione
Riteniamo quindi indispensabile evitare che possano procedere in parallelo, senza un adeguato coordinamento, percorsi decisionali differenti destinati a incidere sulle medesime attività e sulle medesime risorse.
È inoltre significativo che l’atto del 29 settembre richiami un incontro istituzionale tenutosi il 16 luglio 2026, con la partecipazione dei Sindaci e delle Direzioni sanitarie delle realtà di Modena e Reggio. Ciò evidenzia come il confronto interistituzionale fosse già avviato da tempo, mentre i professionisti impegnati nella progettazione della rete chirurgica modenese non risultano essere stati informati della possibile apertura di questo ulteriore percorso, pur potendo esso incidere direttamente sui contenuti della loro attività di programmazione.
Riteniamo pertanto necessario chiedere:
1. quali siano gli obiettivi, le tempistiche e gli ambiti operativi concretamente previsti dal percorso Modena-Reggio;
2. quali attività chirurgiche di bassa e media complessità e quali attività di emergenza-urgenza siano attualmente oggetto di valutazione;
3. quale sia il perimetro delle possibili integrazioni tra Sassuolo e Scandiano e quali scenari organizzativi siano stati finora presi in considerazione;
4. come tale percorso si coordini con il lavoro attualmente in corso sulla rete chirurgica della provincia di Modena;
5. se siano previste modalità formali di condivisione delle analisi e degli scenari elaborati nei diversi tavoli, prima dell’assunzione di decisioni che possano modificare l’assetto della rete;
6.
Riteniamo che la condivisione delle informazioni e il coordinamento tra i diversi percorsi di programmazione siano condizioni indispensabili per consentire ai professionisti di elaborare proposte coerenti, sostenibili e realmente integrate.
I Direttori delle chirurgie della provincia di Modena, sia dell’Azienda USL sia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, sono già impegnati in sfidanti progetti di integrazione fra équipe e nella costruzione di nuovi e complessi percorsi assistenziali.
Riteniamo che l’introduzione contemporanea di ulteriori variabili, potenzialmente in grado di modificare significativamente il quadro organizzativo e assistenziale, senza che tali elementi siano stati condivisi con i professionisti direttamente coinvolti nella progettazione della rete, costituisca un elemento di estrema criticità per il buon esito di tutti i progetti attualmente in divenire.
La nostra richiesta non nasce pertanto da una contrarietà pregiudiziale ai processi di integrazione, ma dalla necessità che tali processi siano tra loro coordinati, trasparenti e costruiti sulla base di un quadro informativo comune.
Chiediamo quindi che venga fornito un chiarimento formale in merito al coordinamento tra i diversi percorsi e che venga individuata una modalità stabile di confronto tra i professionisti coinvolti, affinché le decisioni relative alle singole strutture siano assunte all’interno di una visione complessiva e coerente della rete chirurgica.
Condividendo l’obiettivo di una sanità sempre più integrata e capace di valorizzare le competenze e le vocazioni dei singoli presidi, riteniamo fondamentale che tutti i professionisti chiamati a progettare il futuro della rete dispongano contemporaneamente delle medesime informazioni e possano contribuire ai processi decisionali che incidono sul loro ambito di responsabilità.
Nella foto Di Benedetto, primo firmatario della lettera, e Mattia Altini




