La prossima stangata della bolletta di luce e gas per i cosiddetti soggetti vulnerabili, annunciata pochi giorni fa dall'agenzia Arera, è l'ultima in ordine di tempo di una lunga scia di aumenti che hanno colpito indiscriminatamente famiglie e lavoratori.
Questa volta, però, l'aumento del 37% oltre che oneroso è anche crudele e beffardo perché colpisce persone che la legge dovrebbe tutelare in ragione della loro fragilità socio economica.
A stupire però non deve essere solo l'aumento, deve stupire anche l'immobilismo del Governo che, di fronte al noto quadro geopolitico che destabilizza il mercato dell'energia da oltre un anno, non ha mosso un dito per tutelare le persone over 75, i disabili e i nuclei con ISEE inferiore a 10.000 euro annui; questi infatti sono i vulnerabili.
Questo colpevole immobilismo porterà milioni di italiani a pagare aumenti molto pesanti che incideranno sulle pensioni e gli stipendi delle famiglie.
La Cgil dice basta alle misure spot, come quello sui carburanti, è necessario che il Governo metta in campo misure strutturali di controllo e calmieramento dei prezzi intervenendo nel mercato dell'energia e dei carburanti.
ENI non sta regalando niente su benzina e diesel: dopo aver incassato miliardi di euro di utili si sta accontentando di margini di profitto più ridotti.
In altre parole le grandi aziende continuano a fare soldi alle spalle dei consumatori.A settembre poi l'inflazione ha toccato quota 4,2%. Non ci vuole molto a capire che di questo passo il rischio di tornare ai fantasmi del 2022, quando la spirale dell'aumento dei prezzi superò la media del 8%, sarà a breve una realtà con cui fare i conti.
Questo è lo spettro che incombe su famiglie e lavoratori.
E proprio perché una situazione analoga le famiglie, i pensionati e i lavoratori l'hanno già vissuta quattro anni fa è necessario intervenire tempestivamente ed anticipare i disastri.
E allora cosa servirebbe?
Servirebbe ad esempio togliere dalle bollette gli oneri di sistema, stiamo parlando di qualcosa che impatta per circa il 20% della bolletta totale. Sarebbe necessario abbassare l'Iva del gas portandola al 5%, attualmente al 10% per i primi 480 metri cubi di gas e al 22% quando si supera questa soglia. E' indispensabile, al più presto, tutelare la morosità incolpevole, un fenomeno sempre più diffuso per effetto del quale il costo della bolletta supera la disponibilità economica della persona, chiedendo alle aziende l'obbligatorietà della rateizzazione.
Queste ed altre ancora sono le misure che, d'intesa con Federconsumatori, la Cgil di Modena chiede siano messe in campo al più presto.
La Cgil la scelta politica l'ha compiuta: il 17 ottobre sarà in manifestazione a Roma a rivendicare tutele per chi lavora, per sostenere gli stipendi, per chiedere la restituzione del fiscal drag, per chiedere finanziamenti adeguati per i servizi pubblici ad iniziare dalla sanità e dalla non autosufficienza. Misure la cui assenza hanno indebolito il potere d'acquisto degli italiani.
Ma diciamo anche che, pur nella diversità di sensibilità, posizioni e vedute, in una situazione gravissima come quella attuale il movimento sindacale deve essere capace di riprendere una mobilitazione sindacale unitaria. Ai tavoli della contrattazione territoriale bisognerà presentarsi uniti e chiedere anche alle amministrazioni locali e agli eletti del territorio di avere la schiena dritta anche con le multiutility della nostra provincia, mettendo in campo tutte le risorse possibili per garantire i servizi e proteggere le fasce più deboli della popolazione.
Alessandro De Nicola, segretario Cgil Modena
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