Quanti emiliano-romagnoli hanno 'giocato' nel 2024
Secondo le stime del Centro nazionale per le ricerche, nel 2024 hanno giocato d’azzardo circa 1,5 milioni di residenti, pari al 43% della popolazione. Nonostante il profilo di rischio sia più basso rispetto alla media nazionale (13,9% contro 22,2%), il 4% dei cittadini – circa 144mila persone – presenta comunque un rischio, e l’1,7% si trova in una condizione di rischio moderato o severo.Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale impressionante: nel 2024 il giocato legale in Italia ha raggiunto i 148 miliardi di euro, con stime per il 2025 che superano i 160 miliardi, una cifra superiore alla spesa sanitaria complessiva e pari al doppio di quella per l’istruzione.
Quante si sono rivolte ai Servizi per le dipendenze
Nel 2024 circa 30.000 persone si sono rivolte ai Servizi per le dipendenze patologiche regionali (SerDP), e il 4,9% di queste richieste era legato al gioco d’azzardo. I cittadini trattati per problematiche connesse al gioco sono stati 1.462, di cui oltre la metà nuovi utenti. Dal 2010 la quota di nuovi ingressi è cresciuta fino al picco del 2019, subendo un calo nel 2020 a causa della pandemia, ma tornando a salire fino a 718 nel 2024.L’analisi sociodemografica mostra che otto utenti su dieci sono uomini, con un’età media di 48 anni. Le donne presentano un’età media superiore di oltre dieci anni rispetto agli uomini. La maggioranza degli assistiti ha cittadinanza italiana (88,8%), mentre l’11,2% è straniera, proveniente soprattutto dall’Est Europa e dal Nord Africa.
Il tasso di prevalenza grezzo è pari a 3,5 ogni 10.000 residenti di età superiore ai 15 anni. Le fasce più rappresentate sono quelle over 35, con il 59,2% degli utenti oltre i 45 anni e il 16% oltre i 65 anni.
Per quanto riguarda i modelli di gioco, nel 2024 il 39,1% degli utenti ha utilizzato le “New Slot”, seguite dalle lotterie istantanee come gratta e vinci e 10 e lotto (14,5%), dalle scommesse sportive (14%), dalle VLT (8,6%) e da altri giochi come scommesse in borsa o giochi numerici a totalizzatore (12,2%). L’80% dei giocatori online utilizza lo smartphone come strumento principale, mentre il 20% gioca tramite PC o tablet.
La frequenza di gioco evidenzia che l’8% gioca quotidianamente o più volte al giorno, mentre il 19,8% è un frequent player. La durata media varia da un’ora al giorno per il 9,6% degli utenti, a due-tre ore per il 18%, fino a oltre quattro ore per il 5,9%. Tra coloro che hanno risposto sulla presenza di debiti da gioco, il 39% ha dichiarato di averne contratti con banche, finanziarie o usurai. La rilevazione sul reddito mensile impiegato nel gioco mostra che il 21% spende tra il 20 e il 40% del proprio reddito, il 34,4% tra il 45 e il 70%, e una quota significativa dichiara di destinare al gioco il 100% dello stipendio.
La legge regionale contro il gioco d’azzardo
La programmazione degli interventi in Emilia-Romagna si fonda sulla legge regionale 5/2013 e successive delibere, che hanno introdotto strumenti legislativi e finanziari per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dai danni causati dal gioco d’azzardo patologico.Grazie a queste misure, le attività con gioco d’azzardo entro 500 metri dai luoghi sensibili sono diminuite del 45,2%. Molti Comuni hanno ampliato l’elenco dei luoghi protetti includendo biblioteche, teatri, cinema, aree verdi, spazi pubblici all’aperto e centri di aggregazione come circoli, associazioni e spazi educativi. È stato inoltre istituito il marchio “Slot Free ER”, rilasciato agli esercenti e ai gestori di attività che scelgono di non installare apparecchi per il gioco d’azzardo, promuovendo un modello di intrattenimento responsabile e libero dalle slot machine.
La nuova campagna di comunicazione della Regione
realizzata in collaborazione con l’Azienda Usl di Ferrara, partita oggi con una duplice finalità: aumentare la consapevolezza del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo e far conoscere i percorsi di ascolto e riabilitazione presenti in Emilia-Romagna.“Io non azzardo”, perché “il gioco non vale la casa, la salute, il lavoro, gli affetti”: un concetto che è più di un invito, quasi un allarme sulla posta in gioco quando il gioco, appunto, può far perdere tutto. Per cercare di prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico, la campagna – che usa toni leggeri e non giudicanti per favorire un approccio stimolante e dialogante – fa leva sui temi della perdita e delle probabilità statistiche, ma anche sulle emozioni. Che si tratti di casinò, slot machine, lotterie istantanee o scommesse online, il “banco” è programmato per vincere: a rimetterci sono sempre i giocatori. E le loro storie di uomini, donne, familiari e giovani sempre più coinvolti nel fenomeno, specialmente online.


