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Casse di espansione Secchia, ancora disboscamenti: 'Non si ripetano errori'

Casse di espansione Secchia, ancora disboscamenti: 'Non si ripetano errori'
Casse di espansione Secchia, ancora disboscamenti: 'Non si ripetano errori'
Casse di espansione Secchia, ancora disboscamenti: 'Non si ripetano errori'

Proseguono i lavori del primo lotto per il potenziamento degli argini: decine di pioppi ad alto fusto abbattuti anche sul lato campagna a ridosso delle aree abitate. I residenti, e non solo, lamentano la scomparsa di un'altra grande oasi verde, ricordano il taglio per errore, lo scorso anno, di 10 ettari in più e ora chiedono controlli


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A quasi un anno di distanza dal taglio di circa 40 ettari di bosco (di cui circa 10 per clamoroso errore del quale nemmeno gli organi competenti si erano accorti fino a cose fatte), all'interno del bacino in linea della cassa di espansione del fiume Secchia, sono ripresi in questi giorni sono i tagli di alberi per consentire l'innalzamento il contestuale rinforzo e allargamento della base degli argini che in alcuni tratti, come a Marzaglia, saranno addirittura spostati, modificandone la linea di curva.
Stavolta, però, il disboscamento non riguarda più il tratto interno dell'argine, lato fiume al bacino di espansione, dove già nel 2024 furono rasi al suolo circa 40 ettari di alberi ad alto fusto e costituivano un habitat protetto per una grande quantità di specie animali e vegetali, ma riguarda il lato “campagna”, nella fascia esterna degli argini; area proprio a ridosso dell'abitato di Marzaglia che ospitava (ormai il passato è d'obbligo), un altro nucleo boschivo spontaneo, ora anch’esso destinato, appunto, a scomparire.

Ad allarmare i cittadini, soprattutto residenti di Marzaglia, tra cui anche componenti di comitati, è la velocità e l’ampiezza del nuovo disboscamento: decine di pioppi ad alto fusto, cresciuti negli anni lungo l’argine esterno, sono già stati abbattuti nell’ultima settimana.
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Le immagini fotografiche che circolano in rete mostrano distese alberate pronte a cadere sotto la forza di macchine operatrici che in pochi secondi abbattono, segano e rimuovono interi esemplari tra i 20 e i 25 metri di altezza.

Il taglio, secondo quanto previsto dai progetti del primo dei quattro lotti di intervento, è funzionale all’ampliamento della base degli argini e al successivo innalzamento di circa un metro e mezzo della loro altezza. I lavori rientrano nel piano di potenziamento della cassa di espansione, articolato in quattro lotti distinti, programmati da anni per la messa in sicurezza delle casse che i tecnici segnalano da decenni inadeguate e con errori di progetto che le rendono sufficienti soltanto per fronteggiare ondate di piena relativamente piccole con tempo di ritorno 20 anni. Lavori che, lo ricordiamo, potranno portare ad un adeguamento della capacità di laminazione della cassa solo nel momento in cui tutti lotti previsti saranno completati. In sostanza, il seppur imponente lavoro di rialzo e rafforzamento arginale, da completare entro il prossimo anno per non perdere i fondi Pnrr, non comporterebbe sostanzialmente nulla, da solo, rispetto all'obiettivo di potenziare il sistema.

Ma l'attenzione oggi è puntata al nuovo taglio di alberi nel lato esterno degli argini.
Attenzione e timori sostenuti da quanto accadde lo scorso anno, quando furono abbattuti circa dieci ettari di alberi in più rispetto a quanto autorizzato. L’episodio, una volta accertato a taglio avvenuto, scatenò proteste e portò a una temporanea sospensione dei lavori, ripresi solo dopo una revisione tecnica e la garanzia di compensazioni riguardanti la messa a dimora di altri esemplari. Operazione in parte avvenuta, ma trattandosi di esemplari di piccolissime dimensioni operazione e che nulla cambia rispetto all'immagine della landa desolata che al posto del bosco si è creata. Anche perché il tratto di bosco che è stato abbattuto e che continuerà ad essere abbattuto nei prossimi giorni si erge nell'immediato e vicinanze del centro abitato. L'abbattimento si renderebbe necessario proprio per fare spazio allargamento della base dell'argine tale sia lato fiume, verso l'interno, sia lato campagna, all'esterno.

Oggi, memori di quell’errore, molti cittadini chiedono maggiore trasparenza e un monitoraggio costante delle operazioni. “Chiediamo un controllo puntuale per evitare nuovi scempi. Quegli alberi, cresciuti negli anni, hanno creato una grande oasi verde, erano un polmone per il territorio e per l'area urbanizzata'.

In un periodo in cui l'intenso caldo rende sempre più evidenti
i benefici delle aree boschive sia urbane sia extraurbane, capaci di abbassare la temperatura di diversi gradi rispetto alle zone cementificate, vedere abbattere ettari di vegetazione spontanea e centinaia di alberi a medio ed alto fusto, lascia l’amaro in bocca.

La speranza è che, almeno questa volta, gli interventi seguano alla lettera quanto previsto dai piani approvati, senza eccessi né disattenzioni. I cittadini, intanto, si dicono pronti a chiedere l’intervento dell’amministrazione comunale per garantire trasparenza e vigilanza. Perché, come sottolineano in molti, “una volta che il bosco è sparito, non si torna più indietro”.

Foto in evidenza: un tratto del bosco sul lato campagna delle casse di espansione, già in parte abbattuto, è in parte prossimo all’abbattimento.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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