Nel comunicato dell'amministrazione si legge: “L’obiettivo del diurno è offrire un’alternativa alla strada, migliorare le condizioni di vita e prevenire comportamenti devianti. Non saranno somministrati farmaci. Attraverso il concorso di Ausl, Comune e Fondazione Ceis, Modena sperimenta un nuovo servizio per rispondere a problematiche correlate alla tossicodipendenza nei quartieri Sacca e Crocetta. Si tratta del Progetto Drop-In nato dall’esperienza che da anni conduce su quel territorio l’unità mobile che incontra in strada le persone con problemi di tossicodipendenza, un aggancio dove le persone possono trovare ristoro dalla vita di strada e dal consumo. Il servizio sarà gestito dal Ceis di Modena”. Chi vive per strada o in difficoltà potrà così trovare ristoro, pasti caldi, vestiti puliti, bagni, insieme a dei professionisti pronti ad assisterli dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16, sabato e domenica dalle 9 alle 14, con accesso apposito dal parcheggio lato stazione via Pico della Mirandola, questo per “non farli girare (i tossicodipendenti, nda) dalla strada Benassi verso le case”, spiega un tecnico durante i lavori di sistemazione della struttura.
Nella chat di quartiere Pro Rione Sacca e sui social c'è chi si chiede “Come si fa a definire un 'servizio al quartiere' un luogo frequentato da drogati e sbandati?”. Già abbiamo “l'RNord e la piazza di spaccio al parco XXII Aprile”. “La notizia era iniziata girare da una decina di giorni, ma niente di ufficiale, fino a ieri. Si continua con l'annosa mancanza di rispetto verso i cittadini della zona nel continuare la vecchia tradizione di riempire il territorio Sacca di funzioni problematiche. Siamo ben consapevoli che la particolare tipologia di frequentatori di questi appositi centri, stante la condizione di tossicodipendenza, vive di espedienti: piccoli furti, colletta eccetera, cosicché consumeranno la loro quotidianità diurna, girovagando per gli abitati or congiunti or disgiunti a bottiglie
Marco Amendola


