Inoltre, ricorda Donini, è stata ridotta l'attività chirurgica ambulatoriale programmata non urgente, una misura che 'non avevamo preso nemmeno a novembre. Ma oggi la situazione lo ha imposto'. L'assessore ci tiene poi a sottolineare come il 20 febbraio scorso 'avevamo un'occupazione di posti in terapia intensiva e nei reparti Covid assolutamente sotto la soglia di guardia: il 23% per le terapie intensive e il 31% per gli altri reparti covid. Quindi dal 20 febbraio a oggi c'è stata una impennata di casi e anche di ricoveri'. Anche nelle scuole, rimarca Donini, si è registrata 'la stessa accelerazione. I focolai attivi prima della chiusura erano 493, dal 14 settembre erano 2.528'. La situazione dunque è 'molto impegnativa - ribadisce l'assessore - con elementi di preoccupazione soprattutto su Bologna, che rappresenta il 50% dei casi e dei decessi'. Un timore legato in particolare alla diffusione della variante inglese, di cui ad oggi si stima una prevalenza al 60% in Emilia-Romagna.
I numeri
I malati in corso sono 57.018 (età media 41 anni); i guariti 214.771; i decessi 10.827. Le ultime 2 settimane di febbraio hanno registrato una crescita consistente dei casi per 100mila abitanti, passati da 254,2 nella settimana dal 15 al 21, a 372,7 in quella dal 22 al 28 febbraio; il totale, 626,9, ha superato abbondantemente la soglia critica di 500 casi su 100mila abitanti. Ad oggi il dato, non ancora consolidato, per la settimana scorsa (1-7 marzo) è pari a 358,5 casi per 100mila abitanti.


