'Qualche infezione arriva di ritorno da nostri connazionali che tornano dalle vacanze o da qualcuno che torna per lavoro in Italia, ma i numeri sono molto contenuti e tutto sommato tranquillizzanti. Sta succedendo in Italia quello che in Corea sono abituati a vedere e a fronteggiare da diversi mesi: qualche nuovo piccolo focolaio - continua Venturi -. Le sedi dei nuovi focolai sono tutto sommato prevedibili, qualche festa e qualche area dove la troppa sicurezza fa qualche brutto scherzo come in alcuni magazzini e come alcune sedi della catena del freddo come impianti di lavorazione alimentare. Dobbiamo imparare a convivere con questo virus fin tanto che non ci saranno gli anticorpi monoclonali che sono in fase di sperimentazione e promettono bene, oppure i nuovi vaccini. Sei mesi? Nove mesi? Non tanto. In questo periodo non dobbiamo mollare o dimenticarci quello che è accaduto e quindi continuare a rispettare le regole che insieme abbiamo imparato. I nuovi casi sono mediamente più leggeri tanto che nella nostra regione le persone ricoverate sono da qualche tempo meno di 100 e meno di 10 quelle in terapia intensiva. La carica virale, grazie alle mascherine che portiamo, all’igiene che sappiamo praticare e al distanziamento fisico è assai bassa. Per questo la malattia è mediamente più lieve. Come ci siamo detti nelle ultime occasioni tutto dipende da noi, è tutto nelle nostre mani. Cerchiamo di fare in modo che questo tempo, fino al vaccino o alla cura con gli anticorpi, passi e ci lasci indenni. Tutto qui.
Covid, torna a parlare Venturi: 'Ci stiamo dimenticando le regole'
L'ex commissario: 'Non riusciamo a eradicare il virus soprattutto per responsabilità che ci riguardano direttamente'
'Qualche infezione arriva di ritorno da nostri connazionali che tornano dalle vacanze o da qualcuno che torna per lavoro in Italia, ma i numeri sono molto contenuti e tutto sommato tranquillizzanti. Sta succedendo in Italia quello che in Corea sono abituati a vedere e a fronteggiare da diversi mesi: qualche nuovo piccolo focolaio - continua Venturi -. Le sedi dei nuovi focolai sono tutto sommato prevedibili, qualche festa e qualche area dove la troppa sicurezza fa qualche brutto scherzo come in alcuni magazzini e come alcune sedi della catena del freddo come impianti di lavorazione alimentare. Dobbiamo imparare a convivere con questo virus fin tanto che non ci saranno gli anticorpi monoclonali che sono in fase di sperimentazione e promettono bene, oppure i nuovi vaccini. Sei mesi? Nove mesi? Non tanto. In questo periodo non dobbiamo mollare o dimenticarci quello che è accaduto e quindi continuare a rispettare le regole che insieme abbiamo imparato. I nuovi casi sono mediamente più leggeri tanto che nella nostra regione le persone ricoverate sono da qualche tempo meno di 100 e meno di 10 quelle in terapia intensiva. La carica virale, grazie alle mascherine che portiamo, all’igiene che sappiamo praticare e al distanziamento fisico è assai bassa. Per questo la malattia è mediamente più lieve. Come ci siamo detti nelle ultime occasioni tutto dipende da noi, è tutto nelle nostre mani. Cerchiamo di fare in modo che questo tempo, fino al vaccino o alla cura con gli anticorpi, passi e ci lasci indenni. Tutto qui.
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