La cerimonia, organizzata senza la presenza del pubblico, con le modalità per il rispetto delle norme anti Covid, è stata promossa dai Comuni di Modena, Bomporto e Nonantola, insieme ai Comitati comunali permanenti per la memoria e le celebrazioni.
Dopo la deposizione di omaggi floreali al monumento ai Caduti partigiani, la sindaca di Nonantola è intervenuta ricordando la recente scomparsa di Aude Pacchioni (“la partigiana Mimma”) e poi richiamando uno a uno i nomi delle vittime dell’eccidio e salutando, nella diretta streaming, i loro familiari. “Oggi più che mai – ha affermato Nannetti – per ricordare degnamente il loro sacrificio, non possiamo che mettere in pratica il loro coraggio e il loro senso di responsabilità e solidarietà verso il prossimo”.
Il presidente dell’Anpi Ferrari ha ricordato il progetto “Testimone dei testimoni” che ha l’obiettivo di trovare nuove modalità per tenere viva la memoria dell’antifascismo e della Resistenza, cogliendone tutta l’attualità, anche di fronte alla scomparsa dei protagonisti di quel tempo.
La rappresaglia del ponte di Navicello, che vide la morte di 11 partigiani il 9 marzo 1945, fu compiuta per la scomparsa di due soldati tedeschi nella fase finale della guerra. Il comando tedesco, con la collaborazione della Brigata nera di Nonantola, organizzò prima un esteso rastrellamento e mise poi in atto la vendetta. Nella rappresaglia trovarono la morte Quinto Bozzali, Agostino Ferriani, Ivano Garuti, i fratelli Pietro e Valentino Gasparini, Renzo Grenzi, Uber Panza, Fabio Pellacani, Eugenio Tavoni, Ivaldo Vaccari (medaglia di bronzo al valor militare) e Angelo Zambelli.


