Una volta arrivati in Italia, come la cronaca ha purtroppo spesso confermato, con casi tra più eclatanti proprio a Modena, i giovani (se da poco maggiorenni pesso spinti a mentire sulla loro età per accedere ai percorsi e ai benefici dell'accoglienza garantiti ai minori), vengono inserti in percorsi di accoglienza diversi da chi, pur da clandestino, è maggiorenne. Per i minori ad essere coinvolto è direttamente l'ente locale che ha il compito di legge di garantire l’accoglienza nelle strutture autorizzate (strutture residenziali convenzionate selezionate con procedura pubblica) l’assistenza con equipe specializzata e i percorsi individuali.
Nel 2019 la spesa sostenuta dal Comune per la gestione dei minori stranieri non accompagnati è stata pari a 3 milioni di euro, per quasi la metà coperti dal contributo ministeriale. Nel 2020 il Comune (dato reso noto ad ottobre dall'Assessore ai servizi sociali Roberta Pinelli in risposta ad una interrogazione del Consigliere comunale Giacobazzi di Forza Italia), ha liquidato alle strutture 1,8 milioni di euro. Dato parziale e provvisorio. Una emergenza che è praticamente rimasta tale negli anni e confermata come tale nell'ultima delibera di giunta comunale con la quale si autorizza l'attivazione di una struttura temporanea di accoglienza per minori stranieri non accompagnati a Modena in via Paolo Ferrari, presso Hotel La Pace, in zona stazione per una capacità ricettiva da sei posti. Una accoglienza che sarà, in questo come in altri casi, gestita dal Ceis di Modena.
Gi.Ga.


