Un fenomeno che si arricchisce da ieri di un altro elemento, quello pubblicato da La Pressa relativo al vademecum scritto in arabo trovato nella tasca di un minore straniero abbandonato, capace di fondare sempre più l'ipotesi non solo di un fenomeno diffuso ma anche dell'esistenza possibile di una organizzazione che gestisce ed indirizza gli stranieri minori non accompagnati a Modena e una volta arrivati qui fornisce loro informazioni su come, anche fingendosi minorenni, ottenere accoglienza, veloce regolarizzazione, evitando il rimpatrio. Un fenomeno che riguarderebbe soprattutto i soggetti tunisini che se maggiorenni, proprio perché provenienti da un paese non a rischio, non avrebbero possibilità di vedere accolta la propria richiesta di asilo e di ricevere la protezione. Ottenuta invece in automatico nel caso di minore età.
I Minori stranieri non accompagnati a Modena vengono inseriti in percorsi separati di accoglienza rispetto a quello degli adulti (gestito dalla Prefettura per i richiedenti asilo). Una parte, soprattutto per gestire anche la fase di emergenza nell'ospitalità, viene inserita in strutture di accoglienza gestite da associazioni e cooperative sociali con un costo che varia dai 100 ai 150 euro per migrante minore, ed una parte nel progetto Welchome. ll progetto WelcHome, avviato nell’ottobre 2015 e promosso dall’assessorato ai Servizi sociali e all’Integrazione per gestire l'accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati, minori stranieri non accompagnati, in contesti non istituzionalizzanti come le famiglie, italiane o straniere, residenti a Modena
I costi sono sostenuti dal Fondo nazionale per
Gli ultimi dati, aggiornati al 2019 parlano di circa 110 i minori stranieri in carico al Comune di Modena ospitati in una quindicina di strutture di accoglienza, mentre le ultime determine di spesa del Comune di Modena parlano di circa un milione di euro per sei mesi di accoglienza dal 1° ottobre 2019 al 31 marzo 2020.
A cui si aggiungono 58 mila euro stanziati il 30 giugno a favore di un altra cooperativa modenese, già attiva nell'accoglienza di migranti richiedenti asilo adulti. A Modena il loro numero si attesta intorno ai 110, poco meno del 10% del totale dei migranti richiedenti asilo sbarcati clandestinamente e avviati ai percorsi di accoglienza nel modenese. A Modena Erano circa 120 a fine 2018 poi il blocco degli sbarchi nel corso del 2019 aveva ridotto anche il loro numero. Poi la ripresa degli sbarchi, concomitante con il via libera alla riapertura dei porti dato dal governo PD-M5S, ha nuovamente incrementato i flussi. Già dalla primavera del 2020. I dati aggiornati al 14 settembre a livello nazionale parlano di 2680 minori stranieri non accompagnati sbarcati clandestinamente sulle coste italiane, 1.000 in più rispetto al totale registrato nell'intero 2019.
I costi, per l'accoglienza dei minori, lievitano rispetto all'accoglienza degli adulti. Se per i richiedenti asilo, nella proroga alla gestione ormai ripetuta da due anni dalla Prefettura di Modena (in deroga a quanto stabilito dal capitolato previsto dal decreto immigrazione dell'ex ministro Salvini ancora in vigore), la diaria prevista per ogni migrante a titolo di rimborso alle cooperative di accoglienza è di 28,9 euro), per i minori si va dai 100 ai 150. Le stime confermate anche dalla testata specializzata Redattore Sociale vedono l'Emilia-Romagna come la regione in cui si garantiscono i compensi più alti. Con una media di 118 euro al giorno. Una comunità che ospita 8 minori costa circa 440 mila euro all'anno.
Sui costi e sui numeri aggiornati dell'accoglienza, oltre che sull'accertamento di eventuali truffe legati ai finti minori, verte una interrogazione alla giunta comunale, in attesa di risposta, del Consigliere Capogruppo di Forza Italia a Modena, Piergiulio Giacobazzi.
Purtroppo è sempre più difficile scoprire le truffe rispetto ai finti minori. La legge Zampa del 2017 pone elementi restrittivi vietando di fatto anche gli accertamenti giudicati invasivi come l'analisi della calcificazione delle ossa del polso che fino a qualche anno fa permettevano di stabilire, con una range abbastanza basso di errore, limitato a pochi mesi, l'esatta età del migrante, impossibile da stabilire per l'assenza di documenti e altri riscontri anagrafici
Gi.Ga.



