Qui, da tempo, sotto gli occhi di chi lavora e vive nella zona, tonnellate di rifiuti sono accatastate a cielo aperto, in un'area delimitata solo da una rete metallica che non ne impedisce certo né la disperzione in area di possibili inquinanti né tantomeno la dispersione nel terreno, soprattutto nel momento in cui piove. Sacchi rotti, contenitori di varia natura, materiali potenzialmente pericolosi, indicati come tali anche dalle etichette dei sacchi specifici per lo stoccaggio di materiali e rifiuti classificati come pericolosi.
Il fatto che presumibilmente si tratti di materiali e rifiuti di cantiere depositati in quell'area individuata per ospitarli non toglie nulla al problema relativo alle regole che devono essere applicate sul fronte dello stoccaggio, della movimentazione e della protezione dei materiali e dell'ambiente in cui vengono stoccati, in questo caso anche sanitario e urbano residenziale.
La scena è visibile a chiunque transiti nella zona del Policlinico in particolare nell'area che affaccia su via Vignolese. La vista per chi vive e transita qui è quella mostrata nelle immagini. Edifici dell'ospedale e e cumuli di rifiuti e materiali di ogni tipo. Che appare incredibile in un’area ospedaliera da un lato, e residenziale dall'altro.
“È una vergogna che una situazione del genere possa esistere proprio accanto a un ospedale”, racconta una delle centinaia di operatori dell'Azienda Osedaliera che ogni giorno passano da qui. “Ci passiamo davanti tutti i giorni. Sacchi ammucchiati, materiale che vola con il vento… e nessuno interviene”.
Gi.Ga.


