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L'edificio pericolante e il 'Comune che non aiuta'

L'edificio pericolante e il 'Comune che non aiuta'

Il proprietario del capannone sede del Rave: 'Pannelli caduti dopo la tromba d'aria lo avevano reso pericoloso'. Il tentativo di valorizzarlo, cambiando destinazione d'uso, si è scontrato con il muro della burocrazia


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Il rave party di Modena concluso ieri con l'intervento soft delle forze dell'ordine coordinate dalla Prefettura che non ha trovato opposizione da parte degli occupanti, ha fatto emergere ancora una volta il problema degli edifici, agricoli ed ex industriali, abbandonati e, come tali, oggetto di occupazioni abusive ed estremamente pericolosi soprattutto quando, a causa dell'abbandono e della mancata manutenzione strutturale, presentano pericoli anche di crollo. Modena vanta in questo senso una storia ampia e diffusa, con esempi emblematici a livello nazionale. Primo fra tutti quello delle ex fonderie, a due passi dal centro, edificio ex industriale da oltre 30 anni abbandonato, vittima del nulla di fatto nei progetti lanciati dall'amministrazione in corso e dalle due che l'hanno preceduta. Edificio ed area ancora oggi attraversati ed occupati da senza fissa dimora e spacciatori, nonostante da anni segnalato come a rischio crollo. Così come con pericolo di crollo era stato segnalato da tempo, anche con appositi cartelli con scritte nere su sfondo giallo, (certamente da quando 2 anni fa la tromba d'aria ne aveva fatto cadere alcuni pannelli di cemento armato esterni), l'edificio occupato lo scorso fine settimana dal rave party.   

A confermarlo all'agenzia Agi Mario Bompani, proprietario dell'immobile che avuta notizia dell'occupazione domenica mattina, a poche ore dall'arrivo massiccio dei partecipanti al Rave, avrebbe  presentato denuncia per 'occupazione abusiva di immobile.
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Sottolineando come 'due anni fa a causa di una tromba d'aria, erano caduti 4 pannelli e l'edificio era in condizioni pericolose'.

L'edificio, a destinazione agricola, ancora circondato da campi coltivati, era stato sede di un allevamento e deposito. Le trasformazioni economiche, industriali ed urbanistiche, come spesso accade in casi simili, rendono questi edifici non più utilizzati per la loro funzione originaria e rappresentano più un peso che un valore per i proprietari. In questo caso i proprietari, nell'intenzione di una valorizzazione reale praticabile di fatto solo attraverso un cambio di destinazione d'uso, da agricolo ad altro, si sarebbero scontrati con un muro di burocrazia e di paletti da parte del Comune. 'Abbiamo cominciato dopo la tromba d'aria le procedure per renderlo idoneo a qualsiasi attività purché non a fine agricolo, ma il Comune non ci sta aiutando'. Il proprietario definisce il rave 'un episodio triste'. 'Da cinque anni il capannone è stato abbandonato - prosegue - ed è stato oggetto di qualche saccheggio. In Italia non abbiamo le leggi che altrove vietano questi eventi. C'è qualcuno che ci guadagna a fare questo, perché devono subire tutti?'.

GI.
Ga. 

Nella foto (Paolo Ascari), il capannone durante il rave party, dove è ben visibile l'invasione di auto e camper nel campo adiacente
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