Il fenomeno reale, alimentato anche dalla diffusione delle sostanze stupefacenti, potrebbe essere ben più esteso e complesso da gestire nei quartieri. Anche per questo l'amministrazione comunale ha ritenuto opportuno proseguire l'attività di un unità di strada dedicata proprio ai senza fissa dimora.
Dati che emergono dalla mappatura periodica svolta dai servizi di prossimità del Comune, un monitoraggio che permette di individuare chi vive in strada, in sistemazioni precarie, in strutture di accoglienza o in condizioni abitative temporanee. E una persona su due tra quelle intercettate vive una condizione di fragilità sanitaria grave, spesso combinata con dipendenze che aggravano ulteriormente la marginalità.
Dato da allarme sociale. Questo 50% riguarda esclusivamente i casi censiti, cioè le persone che l’Unità di Strada e i servizi comunali riescono a raggiungere. È quindi ragionevole ritenere che la quota reale di persone con disturbi psichici o dipendenze sia più alta, molto più alta, considerando chi non accede ai servizi, chi evita il contatto con gli operatori, chi si sposta tra comuni limitrofi o chi vive in condizioni di isolamento totale.
A Modena la cronaca quotidiana conferma tale allarme sociale, con numerosi casi di intervento di sanitari e forze dell'ordine alterazione, crisi acute e comportamenti imprevedibili che mettono sotto pressione i quartieri e i servizi sanitari oltre che le forze di Polizia e, appunto, gli operatori dell’Unità di Strada, attiva continuativamente dal 2018.
Per continuare a garantire tale servizio, il Comune avvia ora una procedura pubblica per individuare un Ente del Terzo Settore gestire il servizio. L’ente selezionato opererà per 37 mesi, dal 1 settembre 2026 al 30 settembre 2029, Il finanziamento previsto per la gestione dell’Unità di Strada è di 188.937,50 euro, suddivisi in 23.937,50 euro per il periodo settembre–dicembre 202, 60.000 euro per il 2027, 60.000 euro per il 2028, 45.000 euro per i primi nove mesi del 2029
A queste risorse si aggiungono due quote forfettarie, ciascuna pari al 7% del valore dei beni distribuiti, fino a 15.074,50 euro, per la gestione amministrativa, l’immagazzinaggio, il trasporto e
Il documento che ha avuto il via libera in queste ore individua come destinatari degli interventi non solo le persone senza dimora, ma anche “i vicini e le persone residenti nei contesti cittadini di maggior presenza del fenomeno”. Una formulazione che, tradotta, significa: ci sono zone della città dove la convivenza è sempre più complessa.
Gi.Ga.
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