Dieci trapianti di fegato nel mese di maggio, di cui cinque nell’ultima settimana. Sono 24 i trapianti effettuati dall’inizio dell’anno, il 17% in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Questo il notevole risultato conseguito dall’equipe di Chirurgia Oncologica Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’AOU di Modena, diretta dal professor Fabrizio Di Benedetto.
“Questo risultato è il frutto del lavoro di squadra con epatologi, radiologi ed anestesisti, e dell’impegno di tutte le figure professionali, infermieri e coordinatori, coinvolte nel processo di donazione e trapianto all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, Policlinico e Baggiovara - ha commentato Di Benedetto - I cittadini modenesi possono contare su una rete trapiantologica che cura tutti gli aspetti della persona, dai percorsi pre-trapianto all’assistenza dopo la dimissione. Un risultato che si ottiene, bisogna ricordarlo, grazie alla generosità dei donatori e dei loro familiari”.
L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena è in grado di unire il percorso di donazione e prelievo con quello di trapianto, sia di fegato, sia di rene. L’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dalla dottoressa Elisabetta Bertellini si colloca ai primi posti, in Regione per le donazioni, ed in particolare per il programma di donazione a cuore non battente.
Parallelamente, al Policlinico di Modena si svolge l’attività di trapianto sia di fegato – che vede in prima linea l’equipe del professor Di Benedetto - sia di rene – svolta dall’Urologia, diretta dal prof. Bernardo Rocco e della Nefrologia e Dialisi, diretta da Gianni Cappelli – col supporto dell’Anestesia e Rianimazione 1, diretta da Massimo Girardis e della Chirurgia vascolare diretta da Roberto Silingardi. Un percorso, completo, insomma, che lavora per il beneficio della collettività, in un contesto dotato di una importante dotazione tecnologica, tra cui spicca quella per la chirurgia robotica.All’interno dell’Azienda è attivo un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale(PDTA) per l’ottimizzazione dei processi di cura e l’implementazione della presa in carico dei pazienti affetti da patologie suscettibili di trapianto di fegato.
Uno degli obiettivi del Centro è la promozione delle nuove tecnologie, e dopo le positive esperienze negli Stati Uniti l’esperienza robotica della Chirurgia Oncologica Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato è sbarcata in Oriente. I risultati del centro diretto da Fabrizio Di Benedetto nelle resezioni epatiche maggiori con approccio robotico hanno infatti avuto spazio all’interno del Congresso Mondiale della Società Internazionale di Chirurgia Laparoscopica del Fegato(ILLS – International Laparoscopic Liver Society), che si è svolto a Tokyo dal 9 all’11 Maggio. Il dott.
“Sono molto soddisfatto per la crescita del gruppo che punta sulla formazione e la valorizzazione dei giovani chirurghi attraverso la promozione della tecnologia– le parole di Di Benedetto– negli ultimi 4 anni la chirurgia mini-invasiva del fegato è progressivamente cresciuta andando a costituire oggi il 60% del volume totale degli interventi di chirurgia epatica che vengono svolti dal nostro gruppo. È molto importante sviluppare all’interno dell’Università le tecniche più innovative per permette ai giovani di apprendere i cardini della professione chirurgica in una prospettiva moderna”.


