'Sono molto soddisfatto di questo ulteriore upgrade dell’attività di Chirurgia urologica robotica che conferma l’Ospedale di Baggiovara come polo chirurgico di eccellenza nell’ambito della rete provinciale e regionale – si è complimentato il dottor Claudio Vagnini, Direttore Generale dell’AOU di Modena – ancora una volta è importante sottolineare che, grazie alla Sanità pubblica, i cittadini, sia quelli Modenesi, sia quelli provenienti da fuori provincia e Regione, sono in ottime mani. Un’altra caratteristica che mi piace sottolineare è che l’Urologia dell’Ospedale Civile può contare su una squadra dove giovani chirurghi come il dottor Puliatti e il dottor De Carne hanno già una grande esperienza che consente loro di svolgere interventi complessi coadiuvati dal prof. Micali e dalla Dottoressa Ferretti che è giunta a Modena un anno fa e che oggi presentiamo ufficialmente'.
'L’Urologia della Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena – ha ricordato il prof. Salvatore Micali, Direttore della Cattedra e della Scuola di Specializzazione in Urologia di UNIMORE - è sempre stata all’avanguardia e punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la chirurgia robot-assistita. Era infatti il 2007 quando sotto la guida del prof. Giampaolo Bianchi, l’Urologia modenese, fra le prime in Italia, iniziò ad eseguire interventi laparoscopici robot-assistiti. Oggi è anche l’occasione per presentare la dottoressa Stefania Ferretti che da circa un anno si è trasferita a Modena dalla Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma dopo oltre 20 anni di attività per rafforzare il nostro team chirurgico.
Il dettaglio degli interventi svolti
Il primo caso è stato eseguito in pieno periodo natalizio. In un uomo di 66 anni, a luglio 2022, era stato diagnosticato un tumore infiltrante della vescica. Dopo i controlli del caso il paziente era stato sottoposto a chemioterapia neo-adiuvante e successivamente candidato all’intervento. L’intervento consiste nell’asportazione della vescica e della prostata, dei linfonodi pelvici bilaterali e nell’utilizzo di un tratto di intestino che, in seguito all’anastomosi dei due ureteri provenienti dai reni, viene abboccato alla cute per il drenaggio delle urine (uretero-ileo-cutaneo stomia). Il tutto viene eseguito mediante soli 6 accessi chirurgici di meno di 1 cm di lunghezza. Questo permette una rapida ripresa post-chirurgica da parte del paziente e un miglior risultato estetico. Il caso ha richiesto particolare impegno ed accortezza da parte dell’equipe in quanto è stato il primo caso al mondo di cistectomia radicale robotica in paziente con rene ectopico.
'La specificità di questo tipo di intervento – hanno spiegato il dottor Stefano Puliatti e il dottor Cosimo De Carne – sta soprattutto nella particolare posizione anatomica del rene destro del paziente che, per un’anomalia si trova nella pelvi anziché nell’addome. Questo non solo comporta la necessità di rimuovere la vescica con grandi attenzioni per evitare di danneggiare il rene, ma ci ha costretto a fare una parte ricostruttiva con delle particolarità tali da favorire il corretto drenaggio delle urine'.
Il secondo intervento di duplice tumorectomia renale contemporanea robot-assistita è stato effettuato a marzo. Un paziente di 52 anni ha avuto riscontro diagnostico incidentale di un doppio tumore del rene di destra e di altro piccolo tumore nel rene di sinistra. I tumori del rene di destra erano rispettivamente, il più grande di 5 cm di diametro, posizionato in una sede estremamente delicata, essendo aderente all’arteria e alla vena renale, e di 2 centimetri e mezzo il più piccolo. Il rene di sinistra invece ha una piccola neoformazione di circa 1 cm. Normalmente il paziente sarebbe stato candidato ad una asportazione completa del rene destro, ma essendoci una neoformazione anche nel rene controlaterale, l’equipe chirurgica, ha deciso di tentare la rimozione dei due tumori di destra preservando il tessuto sano e funzionante del rene. L’intervento di estrema complessità, durato circa 6 ore, eseguito con tecnica completamente robotica ha avuto grande successo. L’asportazione dei tumori del rene di destra è stata completa e il paziente ha mantenuto una ottima funzionalità renale. Il tumore controlaterale, essendo ancora di dimensioni molto piccole, verrà trattato in un secondo momento. Al follow-up attuale il paziente è in buone condizioni di salute.
Attività urologica
Dal gennaio 2022 all’aprile 2023 l’Urologia ha svolto 557 interventi di Chirurgia maggiore oncologica ed endourologica complessa su 1615. Un dato significativo se consideriamo che dal giugno all’ottobre 2022 c’è stata l’ultima forte riduzione di attività a causa della pandemia. Tra queste 40 nefrectomie parziali di cui 38 robot-assistite, 52 nefrectomie radicali di cui 10 robot-assistite, 10 laparoscopiche e le restanti in chirurgia tradizionale per grosse masse neoplastiche o reni infetti (23 OPEN, 9 laparoscopiche, 6 robot-assistite, 9 nefroureterectomie OPEN, 2 nefroureterectomia laparoscopica, 4 nefroureterectomie robot-assistite), 115 prostatectomie radicali robot-assistite, 17 Cistectomie radicali per tumore vescicale di cui 2 robot-assistite; vengono condotte tutte le tecniche di ricostruzione della via urinaria con neovescica ileale, condotto ileale sec Bricker ed ureterocutaneostomia a seconda delle indicazioni oncologiche e delle caratteristiche del paziente. 36 Nefrolitotrissie percutanee per calcolosi renali (PNL/ECIRS). A queste si gigungono 12 procedure endourologiche pediatriche di cui 3 nefrolitotomie percutanee, 236 ureteroscopie rigide e flessibili (URS/RIRS) per calcolosi reno-ureterali. 55 ureteroscopie flessibili diagnostiche/operative per sospetto tumore uroteliale o malattie restrittive/compressive ureterali.


