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Modena, medaglie d'onore agli internati nei lager nazisti

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Il prefetto Alessandra Camporota ha consegnato le onorificenze ai familiari degli insigniti unitamente ai sindaci dei Comuni di provenienza


Modena, medaglie d'onore agli internati nei lager nazisti
Questo pomeriggio, nella sede di rappresentanza della Prefettura, nel quadro delle iniziative dedicate alla Festa della Repubblica, sono state consegnate le “Medaglie d’Onore” concesse dal Presidente della Repubblica alla memoria di nove deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra.
Il prefetto Alessandra Camporota, ha consegnato le onorificenze ai familiari degli insigniti unitamente ai sindaci dei Comuni di provenienza, alla presenza delle massime autorità istituzionali della provincia.
Nella circostanza, il prefetto Camporota ha sottolineato come il conferimento della Medaglia d’Onore da parte del Capo dello Stato rappresenti una testimonianza di come sia ancora vivo nel Paese il ricordo del sacrificio di molti nostri connazionali che a causa della guerra furono sottoposti a trattamenti disumani e indicibili sofferenze.
Il prefetto ha concluso la cerimonia rimarcando la necessità di coltivare la memoria come impegno di responsabilità civile perché prevalgano sempre i valori della tolleranza, della pace e della libertà.



Ecco l’elenco degli insigniti:

Orvedo Barbieri da Ravarino
Nato a Ravarino il 19 agosto 1921, ha prestato lavoro coatto in Germania nel campo di Magdeburg - Buckau per diversi anni, patendo fame e disagi. I sacrifici e le privazioni subite non gli hanno impedito, una volta tornato in Patria, di ripartire con il proprio lavoro di imprenditore edile, lasciando un bel ricordo tra i dipendenti e i clienti.

Giovanni Bellini da Modena
Nato a Salò, in provincia di Brescia, il 10 agosto 1914, ha iniziato a lavorare come calzolaio. Richiamato alle armi nel 1941, ha combattuto in Albania. Dopo l’8 settembre 1943 fu deportato prima nel campo di lavoro per civili di Dobern-Forst poi in quelli di Buchenwald, di Mittelbau-Dora e, infine, di Bergen Belsen. Tornò in Italia nel 1945 liberato dagli alleati.

Albino Bertacchini da Maranello
Nato a Festà di Marano sul Panaro l’8 settembre del 1921, durante la Seconda Guerra Mondiale ha combattuto in Jugoslavia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, insieme agli altri soldati presenti sul fronte balcanico, non volendo combattere nelle file fasciste, fu deportato nell’estremo nord della Germania, a Emden, dove fu costretto a lavorare con parecchi suoi compagni in aziende agricole del luogo, mangiando patate o poco più. Tornò in Italia a guerra finita il 9 settembre 1945.

Benedino Valter Borghi da Mirandola
Era nato a Concordia sulla Secchia il 15 maggio 1911. Dopo aver partecipato alla guerra d’Africa, ebbe appena il tempo di sposarsi con Emma ed assistere alla nascita della figlia Diana che dovette tornare in guerra. Fu catturato all’Isola d’Elba dai tedeschi l’8 settembre 1943 ed internato nei campi di lavoro di Memmingen e di Kempten-Allgau in Germania.
Tornato in Italia, ha ripreso il suo lavoro di casaro, amato e benvoluto da tutti coloro che hanno lavorato con lui. E’ morto l’11 febbraio 1974.
E’ stato insignito di Croce Al Merito di Guerra

Armando Ferrari da Sassuolo
Nato a Prignano sulla Secchia il 7 maggio 1914, dopo il servizio di leva, concluso nel 1934, fu richiamato alle armi durante il secondo conflitto mondiale partecipando alle operazioni di guerra nei balcani, in territorio greco albanese. Il 9 settembre 1943 fu fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania per essere destinato ai lavori forzati presso le Industrie Farben di Ludwigshafen. Liberato dalle forze alleate l’8 maggio 1945, ritornò in Italia, a Sassuolo.
E’ morto il 7 luglio 1999 circondato dall’affetto della moglie, dei suoi tre figli e di cinque nipoti.

Pietro Palumbo da San Felice sul Panaro
Era nato a Trani, in provincia di Bari, il 18 giugno 1911.
Fatto prigioniero dai tedeschi, è stato destinato al lavoro coatto in Germania.
Tornato in Italia alla fine della guerra, ha lavorato prima come carrettiere e successivamente come operaio nel settore estrattivo.
E’ stato insignito di Croce Al Merito di Guerra.

Arturo Poletti da Bomporto
Nato a Massa Finalese il 17 aprile 1909, ha combattuto in Libia nel 1939. Successivamente, richiamato alle armi nel 1942, viene assegnato al distretto militare di Trento.
Dal luglio 1942 all’aprile 1943 partecipa alle operazioni di guerra in Russia.
Rientrato in Italia, viene catturato dai tedeschi e deportato in Germania, dove subisce patimenti e fame e contrae la malattia che, nel 1946 a Bomporto, lo porterà alla morte, lasciando nello sconforto la moglie e due figli in tenera età.

Carlo Stefani da Spilamberto
Nato a Spilamberto il 16 settembre 1924, è cresciuto in una famiglia di contadini. Poco più che diciottenne fu richiamato per partecipare al secondo conflitto mondiale.
Il 9 settembre 1943 fu catturato e deportato in Germania dove lavorò in una fabbrica di carburante a Durer. Dopo sette mesi fu trasferito per lavorare in una miniera di carbone.
Fu liberato dagli alleati il 12 aprile 1945, dopo 20 mesi di prigionia e di lavoro coatto.
Tornato in Italia nell’agosto del 1945, lavorò come casaro e addetto alla caldaia a vapore in un’azienda di lavorazione del legno.
E’ morto il 10 aprile 2006.

Giuseppe Tassi da Modena
Nato a Fanano il 20 giugno 1923, si trasferisce a Rieti dove inizia a lavorare presso una centrale elettrica.
A 19 anni si arruola nei Carabinieri e presta servizio a Zola Predosa e a Roma.
Viene catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943 e trasferito in un campo di concentramento di Dusseldorf, in Germania, dove muore nel 1944 a causa di una malattia.
Il suo nome compare sulla lapide della Chiesa del Voto di Modena e sulla stele ai Caduti di Ospitale di Fanano.


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