Secondo quanto riportato da USB, dal 28 luglio 2025 il servizio di trasporto pubblico locale (TPL) sta mostrando evidenti segni di cedimento, con corse saltate anche in presenza di orari ridotti, che teoricamente dovrebbero alleggerire il carico di lavoro e rendere il sistema più fluido. Una situazione che, al contrario, sembra peggiorare anziché migliorare.
Tra le linee più colpite si segnalano la 9-4 e le combinazioni di linee 6 e 8, dove le corse vengono soppresse con una frequenza allarmante. La causa principale? Una cronica carenza di personale e una programmazione dei turni e delle percorrenze giudicata irrealistica, che non tiene conto dei tempi reali di guida, del traffico urbano e delle necessarie pause ai capolinea per il recupero dei ritardi.
USB punta il dito contro la scarsa attenzione alla sicurezza e al benessere dei lavoratori, denunciando turni costruiti per “minimizzare l’impiego di personale” a scapito della qualità del servizio e della salute degli autisti. Alcune tabelle di marcia prevedono soste ai capolinea completamente azzerate, costringendo i conducenti a turni continuativi anche oltre le 6 ore e 30 minuti, senza pause adeguate. Una situazione che, si legge nella lettera, contribuisce a un aumento dello stress da lavoro correlato, con possibili ricadute sullo stato psicofisico degli operatori e sulla sicurezza stradale.
Non si tratta di una novità, ricorda il sindacato: sono anni che USB denuncia le stesse problematiche, rimaste irrisolte. Per questo motivo, il coordinamento provinciale chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto con Amo, Seta, Comune di Modena e tutti gli enti coinvolti, al fine di affrontare in modo concreto e strutturale le difficoltà segnalate.
La richiesta è chiara: intervenire per migliorare l'organizzazione del servizio, tutelare i lavoratori e garantire agli utenti un trasporto pubblico affidabile, efficiente e sicuro, anche – e soprattutto – nei periodi in cui la domanda cala e il sistema dovrebbe funzionare senza intoppi.


