Il primo segnale d’allarme arriva proprio dalla salute mentale. Più di un modenese su dieci ha vissuto, nell’ultimo mese, almeno due settimane in cattive condizioni psicologiche. E quasi il 9% mostra sintomi depressivi, una percentuale che supera sia la media regionale che quella nazionale. Il disagio colpisce in modo diseguale: le donne sono più esposte degli uomini, e tra chi vive in condizioni economiche difficili la depressione raggiunge livelli drammatici, superando il 20%. Anche chi soffre di patologie croniche è più vulnerabile, con un’incidenza doppia rispetto a chi è in buona salute.
La situazione non migliora con l’età. Tra gli over 70, solo il 43% si percepisce in buona salute. Il 61% convive con almeno una malattia cronica, e molti devono fare i conti con problemi sensoriali come la perdita dell’udito o della vista, o con difficoltà nella masticazione. Ma ciò che preoccupa di più è la solitudine: quasi il 40% degli anziani fragili o disabili è a rischio di isolamento sociale. Una condizione che non fa notizia, ma che incide profondamente sulla qualità della vita.
Anche tra gli adulti più giovani, la salute non è più un dato scontato. Quasi uno su cinque ha già una malattia cronica. Le più diffuse sono i disturbi psichici, i problemi alla tiroide, il diabete e le malattie cardiovascolari. Si tratta di condizioni che richiedono cure continue e che mettono sotto pressione il sistema sanitario, già impegnato a gestire una popolazione che invecchia rapidamente.
Il quadro che emerge dal bilancio dell’AUSL è quello di una salute a due velocità. Da un lato, chi è giovane, istruito e senza problemi economici gode di un buono stato di salute. Dall’altro, chi è anziano, fragile o in difficoltà economiche si trova spesso ai margini, con un accesso più difficile alle cure e una qualità della vita compromessa. La salute, insomma, non è solo una questione biologica, ma anche sociale. E se non si interviene con politiche mirate, il rischio è che queste disuguaglianze si trasformino in fratture insanabili.Il rischio sale al 38,9% tra chi ha disabilità, mentre scende al


