Un colpevole che - nei momenti di paura vera - non viene visto invece in uno Stato inerme, incapace di garantire anche a quelli che chiama 'eroi', 'in prima linea', gli strumenti minimi di protezione individuale. Uno Stato e una Regione, l'Emilia Romagna, incapace di fare tamponi a casa a chi telefona con la febbre, disperato. Incapace anche di fare test a tutti medici, addirittura licenziando un documento (poi ritrattato) dove si permette loro di lavorare anche se positivi ma asintomatici. Uno Stato che si riempie la bocca di slogan e spot buonisti, ma che non riesce nemmeno a regalare mascherine ai dipendenti dei centri commerciali o ai camionisti o ai benzinai. Commessi costretti a camminare tra le corsie con pezzi di carta igienica sulla faccia.
E non è una metafora.
Uno Stato che sa gridare, sussurrare, intimare 'State a casa...' senza dire chiaramente che la tragedia umana e sociale alla quale stiamo assistendo è aggravata da decenni di tagli sulla sanità pubblica. Ricordiamo, dati 2017, che i 192mila posti letto disponibili negli ospedali italiani corrispondono a una media di circa 3,2 posti per 1.000 abitanti, sesto dato più basso d'Europa che ha una media di 5 posti letto su 1.000 abitanti con la Germania prima con 8 letti ogni 1000 cittadini. Nonostante una tassazione tra le più alte del mondo.
Perchè è vero, in casa bisogna starci oggi, necessariamente, ma se non si immaginano controlli a tappeto e non si iniziano a curare i malati ai primi sintomi costringendoli invece ad andare all'ospedale in condizioni spesso disperate, allora quello 'stare a casa' diventa un orizzonte sine die. Una resa.
Senza nemmeno pensare al capitolo economico. Che fa storia a sè e farà purtroppo dramma a sè.
Ma questo Stato che nasconde le sue colpe oggi è troppo distante per rappresentare lo sfogatoio delle ansie e paure di tutti. La rabbia ha bisogno di un nemico vicino contro cui sputare sentenze e giudizi. Nello Stato ora si deve credere ciecamente e dello Stato - impersonato da militari che controllano con le armi impugnate anche chi passeggia per strada da solo - si ha rispetto, paura.
'Non è il tempo delle polemiche...' Ecco le parole che sopiscono ogni appunto e ogni critica.
Concentrandosi sull'attimo senza alzare lo sguardo davanti a un mostro, il virus venuto dalla Cina, reso ancora più terribile, lo ripetiamo, da uno Stato che si è adoperato nel tagliare sull'unica arma che in questa guerra serviva: la sanità. Uno Stato che in fondo, al di là di gesti eroici di cittadini veri e di tante buone azioni da copertina, rappresenta quello che siamo. E che in fondo meritiamo.
Giuseppe Leonelli


