A innescare il malcontento è stata la decisione, presa a livello centrale a Roma, di destinare 16 dei 21 agenti arrivati in provincia a dicembre 2024 proprio all’Ufficio Immigrazione. Una scelta che, secondo quanto riferito dal Siulp, non solo ha suscitato perplessità tra gli operatori di polizia, ma ha anche provocato un vero e proprio 'esodo interno': su un totale di 39 agenti, ben 18 hanno già richiesto un cambio di incarico o trasferimento di sede.
Il sindacato sottolinea come la decisione sia stata presa senza alcuna consultazione a livello locale e senza tener conto delle reali esigenze operative della città, come il controllo del territorio e la repressione dei reati. In particolare, il Siulp contesta la natura 'burocratica' dell’impiego presso l’Ufficio Immigrazione, che risulterebbe demotivante per molti agenti, soprattutto se imposto dall’alto.
'Abbiamo formalmente invitato il Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Pisani, a Modena per spiegare ai cittadini queste scelte – si legge nel comunicato – ma non ha mai accettato l’invito'. Il sindacato evidenzia un effetto domino causato da questa assegnazione: sei agenti sono riusciti a trasferirsi temporaneamente ad altri uffici, sei hanno chiesto formalmente incarichi alternativi e altri sei hanno avviato le pratiche per cambiare provincia. Una fuga che, secondo il segretario provinciale del Siulp, Roberto Butelli, è 'indicativa del disagio profondo vissuto all’interno della Questura'.
La nota si chiude con una critica esplicita alla logica di 'razionalizzazione' adottata dai vertici ministeriali, giudicata miope e controproducente. Per il Siulp, queste scelte stanno minando l’efficacia operativa dell’intera Questura modenese in un momento in cui la città avrebbe bisogno di una presenza rafforzata sul territorio.



