'Il Senato ha votato questa mattina un nuovo conflitto di attribuzioni presso la Corte costituzionale per l'utilizzo di videoregistrazioni carpitemi di nascosto nel 2014 nel mio ufficio di parlamentare, utilizzate nel 2017 per il mio rinvio a giudizio per direttissima, saltando la fase del giudice per l'udienza preliminare'. A darne notizia è lo stesso Carlo Giovanardi.
I'l Senato si era già espresso precedentemente a mio favore, rilevando che le mie erano opinioni espresse in aula, in commissione giustizia ed antimafia, in interpellanze ed interrogazioni, per denunciare i danni di interdittive antimafia totalmente infondate che colpivano imprenditori incensurati. In queste attività non ho mai ricevuto un centesimo da questi imprenditori, poi riammessi in white list, e non ho mai avuto rapporti di nessun tipo con i cutresi residenti tra Modena e Reggio Emilia - continua Giovanardi -. Dopo l'annullamento da parte della Corte costituzionale di quella delibera, è ripreso quest'anno il processo, utilizzando però quella intercettazione fraudolenta senza chiedere l'autorizzazione del Senato, obbligatoria come la stessa Corte costituzionale ha ribadito recentemente nei casi Esposito e Renzi. Continua così una battaglia di principio, condivisa dal Senato, in difesa delle prerogative parlamentari, perchè in un Paese democratico sono i rappresentanti del popolo a poter criticare le azioni dei prefetti, espressione dell'esecutivo, e non viceversa'.
Processo Giovanardi: il Senato ridice no a uso intercettazione
Il Senato ha votato questa mattina un nuovo conflitto di attribuzioni presso la Corte costituzionale
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