Il sovradimensionamento degli inceneritori come quello di Modena che hanno bisogno di grandi quantità di rifiuti indifferenziati (e di plastica), per funzionare e per fare business è contrario ed ostacola la diffusione di buone pratiche verso rifiuti zero. Pratiche che dove applicate, come nei comuni dell'area nord della provincia di Modena gestiti da Aimag o in capoluoghi di provincia come Forlì (dove da 4 anni Alea ha sostituito Hera) hanno portato a risultati impensabili fino a qualche anno fa.
Abbassando radicalmente, migliorando la qualità della raccolta e della diferenziazione e del riciclo, la quantità pro-capite di rifiuti indifferenziati prodotti all'anno.
Per questo Regione ed Hera, portatori fino ad ora di un modello basato dul core-business dello smaltimento, sul sistema degli inceneritori sovradimensionati anche rispetto al fabbisogno via via inferiore del territorio regionale e provinciale, sono obbligati ed invitati alla sfida della riconversione ecologia, rispettivamente sul piano politico e gestionale ed industriale.
La sfida che oggi la rete regionale rifiuti zero ha rilanciato da Soliera al convegno 'Sotto il muro dei 100 kg'. Occasione per premiare i comuni virtuosi che si sono distinti per l'applicazione di buone pratiche e per il raggiungimento di obiettivi importanti sia nella produzione finale di rifiuti indifferenziati, sia per raccolta differenziata sia per capacità di riciclo.
Il modello quello applicato a Modena da Hera, gestore di uno degli inceneritore più potenti del nord Italia, che sempre più incide sul mancato sviluppo, a Modena, del sistema circolare nella gestione dei rifiuti, obiettivo anche del Piano Regionale sui rifiuti.
Ed è in questo contesto che un modello già applicato in realtà non certo lontane anni luce come quella di Forlì che ha consentito in 4 anni, nel tempo di un mandato di Sindaco, di arrivare alla riduzione anche del 90% dei rifiuti indifferenziati generati da una raccolta tradizionale stradale, capace di spegnere l’inceneritore, facendolo morire 'di fame'.
A dimostrarlo, a Soliera, Paolo di Giovanni, direttore Alea. Tale sistema, grazie anche alle nuove tecnologie negli impianti di riciclo, consente di arrivare a percentuali di scarto inferiori a quelle prodotte dall’inceneritore che per questo andrebbe ad esaurire la sua funzione.
A Forlì, dove fino al 2016 il servizio era gestito da Hera, su una popolazione di 180 mila abitanti (paragonabile a quella della sola città di Modena), la quantità di rifiuti indifferenziati da avviare a smaltimento (quota composta da rifiuti indifferenziati, scarti della raccola differenziata e differenziata da avviare a smaltimento), si aggirava intorno alle 71 mila tonnellate, da avviare all'inceneritore' - illustra Natale Belosi.
Gianni Galeotti

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