Quando si staccano (e con il passaggio dei mezzi se ne staccano in continuazione), questi cubetti di porfido diventano veri e propri proiettili. Se schiacciati lateralmente dalle ruote di auto, bus o camion, possono schizzare via a grande velocità, rappresentando un pericolo serio per pedoni, ciclisti e motociclisti. Non mancano i casi, anche a Modena, di persone ferite o mezzi danneggiati.Intanto, i mucchietti di sanpietrini si moltiplicano. Sotto i portici, lungo i marciapiedi, in tante vie del centro. Emblematico il caso di via Canalino, ma la situazione è simile anche in via Emilia Centro e in corso Canalchiaro. Qui la pavimentazione in pietra di recente ricostruzione con tecniche che ne consentono anche il passaggio dei bus, ancora regge, ma dove c’è l’asfalto la situazione è critica: buche profonde, rattoppi precari, attraversamenti pedonali ormai scomparsi. Le foto scattate in corso Canalchiaro, all’altezza di piazzale San Francesco, raccontano bene il degrado di quella che dovrebbe essere una delle vetrine della città, a due passi da Piazza Grande. Incubo per i pedoni.Il problema della scarsa manutenzione nelle vie del centro storico è stato recentemente al centro di un’interrogazione del consigliere capogruppo di Forza Italia, Piergiulio Giacobazzi. L’assessore Gi Giulio Guerzoni ha risposto ricordando alcuni recenti interventi di ripristino, come quelli effettuati in vicolo Squallore, piazza Matteotti, via Rismondo (all’incrocio con via Emilia Centro), via Falloppia, via Battisti e via Blasio.Il Comune ha annunciato ulteriori lavori tra maggio e giugno in via San Carlo, via Università, via Canalino, via Mondatora, Sant’Eufemia e sui marciapiedi del centro storico. Ma resta aperta la questione dell’eccessivo traffico veicolare nel cuore della città: autocarri, furgoni mezzi di servizio continuano a transitare senza sosta, anche al mattino, in vie e piazze che non sono strutturate per sopportarne, sul lungo periodo, peso e quantità.Un problema che si trascina da anni e che si intreccia con il fallimento del Piano dei “transit point”, quei punti di carico e scarico alle porte del centro pensati per limitare l’accesso dei mezzi più ingombranti e gestendo il trasporto dei beni nel cuore del centro con mezzi meno impattanti o condivisi.
Strade groviera in centro: pericolo sanpietrini
In diverse vie, Emilia compresa, i blocchi si staccano e rischiano di colpire mezzi e persone
Quando si staccano (e con il passaggio dei mezzi se ne staccano in continuazione), questi cubetti di porfido diventano veri e propri proiettili. Se schiacciati lateralmente dalle ruote di auto, bus o camion, possono schizzare via a grande velocità, rappresentando un pericolo serio per pedoni, ciclisti e motociclisti. Non mancano i casi, anche a Modena, di persone ferite o mezzi danneggiati.Intanto, i mucchietti di sanpietrini si moltiplicano. Sotto i portici, lungo i marciapiedi, in tante vie del centro. Emblematico il caso di via Canalino, ma la situazione è simile anche in via Emilia Centro e in corso Canalchiaro. Qui la pavimentazione in pietra di recente ricostruzione con tecniche che ne consentono anche il passaggio dei bus, ancora regge, ma dove c’è l’asfalto la situazione è critica: buche profonde, rattoppi precari, attraversamenti pedonali ormai scomparsi. Le foto scattate in corso Canalchiaro, all’altezza di piazzale San Francesco, raccontano bene il degrado di quella che dovrebbe essere una delle vetrine della città, a due passi da Piazza Grande. Incubo per i pedoni.Il problema della scarsa manutenzione nelle vie del centro storico è stato recentemente al centro di un’interrogazione del consigliere capogruppo di Forza Italia, Piergiulio Giacobazzi. L’assessore Gi Giulio Guerzoni ha risposto ricordando alcuni recenti interventi di ripristino, come quelli effettuati in vicolo Squallore, piazza Matteotti, via Rismondo (all’incrocio con via Emilia Centro), via Falloppia, via Battisti e via Blasio.Il Comune ha annunciato ulteriori lavori tra maggio e giugno in via San Carlo, via Università, via Canalino, via Mondatora, Sant’Eufemia e sui marciapiedi del centro storico. Ma resta aperta la questione dell’eccessivo traffico veicolare nel cuore della città: autocarri, furgoni mezzi di servizio continuano a transitare senza sosta, anche al mattino, in vie e piazze che non sono strutturate per sopportarne, sul lungo periodo, peso e quantità.Un problema che si trascina da anni e che si intreccia con il fallimento del Piano dei “transit point”, quei punti di carico e scarico alle porte del centro pensati per limitare l’accesso dei mezzi più ingombranti e gestendo il trasporto dei beni nel cuore del centro con mezzi meno impattanti o condivisi.
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