'Al di là di episodi di violazioni specifiche al Codice della strada, la decurtazione punti per gli autotrasportatori avviene, infatti, nella maggior parte dei casi per il mancato rispetto dei tempi di guida e riposo. Queste regole possono essere migliorate. Noi di Ruote Libere pensiamo che la normativa sui tempi di guida e riposo dovrebbe essere nella sostanza modificata. Parliamo del resto di una legge datata, pensata negli anni 70, rivista nel corso degli anni, ma mai davvero aggiornata dal punto di vista tecnico e pratico. Negli ultimi trenta anni le modalità lavorative, di trasporto e organizzazione logistica, sono completamente mutate è così anche le esigenze degli operatori del trasporto. Pensiamo gioverebbe una maggiore discrezionalità per gli autisti nella gestione del tempo di guida e di lavoro che ad ogni modo dovrebbe rimanere limitato ad un tetto massimo giornaliero stabilito. Detto questo, immaginare di eliminare i controlli significherebbe percorrere un ulteriore gradino verso il basso sul piano inclinato che da tempo sta mettendo sotto scacco l'intero settore - chiude Cinzia Franchini -. Supporre di poter lavorare e viaggiare sulle strade italiane per intere giornate, senza riposo e senza correre il rischio di essere sanzionati nel caso di controlli, significherebbe non solo mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri utenti della strada, ma anche accettare un ulteriore sfruttamento e una ulteriore corsa al ribasso nella concorrenza selvaggia e deregolamentata che ha distrutto la nostra categoria. Le regole, lo ripetiamo, possono essere sempre migliorate, ma la legalità non è inutile orpello che intralcia il fare impresa e il lavoro, viceversa il rispetto di norme condivise rappresenta una garanzia per i lavoratori stessi e per una categoria già oggi purtroppo è spesso gravemente sfruttata'.
'Tempi di guida e riposo: norma va rivista, ma i punti a chi non rispetta regole vanno tolti'
Cinzia Franchini (Ruote Libere): 'Supporre di poter viaggiare sulle strade italiane per intere giornate, senza riposo e senza correre il rischio di essere sanzionati, significherebbe mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri utenti della strada e accettare una ulteriore corsa al ribasso nella concorrenza selvaggia'
'Al di là di episodi di violazioni specifiche al Codice della strada, la decurtazione punti per gli autotrasportatori avviene, infatti, nella maggior parte dei casi per il mancato rispetto dei tempi di guida e riposo. Queste regole possono essere migliorate. Noi di Ruote Libere pensiamo che la normativa sui tempi di guida e riposo dovrebbe essere nella sostanza modificata. Parliamo del resto di una legge datata, pensata negli anni 70, rivista nel corso degli anni, ma mai davvero aggiornata dal punto di vista tecnico e pratico. Negli ultimi trenta anni le modalità lavorative, di trasporto e organizzazione logistica, sono completamente mutate è così anche le esigenze degli operatori del trasporto. Pensiamo gioverebbe una maggiore discrezionalità per gli autisti nella gestione del tempo di guida e di lavoro che ad ogni modo dovrebbe rimanere limitato ad un tetto massimo giornaliero stabilito. Detto questo, immaginare di eliminare i controlli significherebbe percorrere un ulteriore gradino verso il basso sul piano inclinato che da tempo sta mettendo sotto scacco l'intero settore - chiude Cinzia Franchini -. Supporre di poter lavorare e viaggiare sulle strade italiane per intere giornate, senza riposo e senza correre il rischio di essere sanzionati nel caso di controlli, significherebbe non solo mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri utenti della strada, ma anche accettare un ulteriore sfruttamento e una ulteriore corsa al ribasso nella concorrenza selvaggia e deregolamentata che ha distrutto la nostra categoria. Le regole, lo ripetiamo, possono essere sempre migliorate, ma la legalità non è inutile orpello che intralcia il fare impresa e il lavoro, viceversa il rispetto di norme condivise rappresenta una garanzia per i lavoratori stessi e per una categoria già oggi purtroppo è spesso gravemente sfruttata'.
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