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Tumore della prostata, Radioterapia di Modena al primo simposio internazionale

Tumore della prostata, Radioterapia di Modena al primo simposio internazionale

Il professor Alessio Bruni ha moderato la sessione. Con lui il dottor Ercole Mazzeo, dirigente medico della Radioterapia


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La Radioterapia dell’azienda ospedaliera di Modena è stata protagonista, nei giorni 5 e 6 febbraio, del Primo Simposio Internazionale sulla Radioterapia Stereotassica (SBRT) per il tumore della prostata che si è svolto presso lo storico Hotel de la Ville di Monza, a pochi passi dalla Villa Reale. Il professor Alessio Bruni, direttore della struttura del Policlinico ha moderato la sessione finale dell'incontro, dedicata all’integrazione tra i trattamenti farmacologici e la radioterapia stereotassica, ovvero un tipo di irradiazione caratterizzata da un numero ridotto di sedute con dose per seduta molto elevata ed erogata con estrema precisione. L’evento ha visto coinvolti i più importanti esperti europei del settore, in una sede, l’Hotel de la Ville, celebre per essere la storica 'casa' dei piloti di Formula 1 durante il Gran Premio di Monza.

 

'Le nuove evidenze scientifiche - sottolinea Alessio Bruni - confermano che attualmente la radioterapia gioca un ruolo sempre più determinante in pazienti con malattia localizzata, talvolta persino evitando la somministrazione di terapia ormonale (spesso gravata da effetti collaterali); a questo proposito il centro di Modena sta fornendo un contributo fondamentale a uno studio sperimentale nazionale coordinato dall'Università di Brescia. La radioterapia stereotassica può inoltre migliorare l’efficacia, la durata complessiva di farmaci finanche determinandone la sospensione quando viene erogata in combinazione ad essi nello scenario di malattia avanzata.

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Anche in questo tipo di pazienti i risultati ottenibili attraverso l’uso della radioterapia stereotassica in combinazione con molecole di ultima generazione hanno dimostrato che essa migliora notevolmente i tassi di controllo di malattia tanto che i risultati di almeno due studi nazionali randomizzati (ARTO e PERSIAN trial) cui ha partecipato l’ unità di Radioterapia da me diretto hanno portato a due pubblicazioni su riviste internazionali ad alto impact factor e sono stati presentati ai principali congressi Europei oltre che nazionali riscuotendo un enorme successo nella comunità oncologica'. 

 

Un tema molto dibattuto è stato quello della reirradiazione, ovvero la possibilità di ripetere il trattamento radiante nel caso in cui il tumore si ripresenti dopo una prima radioterapia. 'Questo trattamento – ha spiegato il dottor Ercole Mazzeo, dirigente medico della Radioterapia di Modena presente all'incontro - è consolidato a Modena in pazienti selezionati; tuttavia, rimangono ancora delle incertezze legate ad esempio alla scelta se ri-trattare nuovamente tutta la ghiandola prostatica o solo il tessuto interessato dalla ripresa di malattia.

Il confronto costruttivo e approfondito nella sessione ha sottolineato ancora una volta come l’UOC di Radioterapia modenese rimanga tutt’oggi una delle attrici più importanti nel palcoscenico nazionale nel trattamento del tumore alla prostata in un’ottica di multidisciplinarietà e personalizzazione della cura'. Al Policlinico si effettuano da anni trattamenti stereotassici su vari organi, tra cui sulla prostata che viene irradiata a scopo curativo in sole 5 sedute grazie a tecnologie di altissimo livello, come uno speciale ecografo, che permettono di monitorare in maniera non invasiva e costante la posizione della prostata stessa durante la seduta cosicché’ il raggio colpisca il bersaglio con millimetrica precisione in pochissimi minuti.

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