Vedremo nelle prossime settimane, con il riavvio degli impianti di riscaldamento a parità di traffico, se questa correlazione sarà, almeno in linea generale, confermata. Intanto basta analizzare i dati degli scorsi giorni delle centraline Arpae per notare come nonostante la ripresa del traffico veicolare di sempre, tornato alla normalità dopo la riapertura delle scuole, siano bastate condizioni di maltempo con pioggia, anche non abbondante, e vento, per registrare in parallelo un deciso calo nella percentuale degli inquinanti nell'aria. Gli 8 microgrammi per metro cubo di PM10 registrati ieri nella centralina di via Giardini (l'unica nel corso dell'anno ad avere superato il limite dei 50 microgrammi per 41 volte, ovvero 6 volte in più di quelle consentite dalle disposizioni europee) e gli 11 microgrammi nella centralina di Parco Ferrari, rappresentano valori davvero bassi e da considerarsi quasi fisiologici, inferiori anche rispetto a quelli registrati mediamente durante il lockdown. Ed è dall'inizio di ottobre che i valori si mantengono di molto al di sotto della soglia limite, sia a Modena che nel resto della provincia.
Ma si sa che con il via libera libera all'accensione degli impianti di riscaldamento domestici ed industriali, le cose cambieranno insieme al consolidarsi delle più basse temperature. Un via libera fissato come ogni al 15 di ottobre, ma che quest'anno, per Modena, il Comune ha deciso di anticipare, e concedere per 7 ore, al giorno, già da oggi, visto l'abbassamento delle temperature all'esterno. Temperature che all'interno degli edifici non dovrebbero mai superare i 20 gradi.
Da giovedì 15 ottobre, poi, con l’avvio del normale periodo di attivazione dei termosifoni che prosegue fino al 15 aprile, le ore di possibile attivazione nelle abitazioni possono essere fino a 14 al giorno, sempre comprese tra le ore 5 e le ore 23.
Vedremo se e come ciò inciderà sull'andamento delle concentrazioni di inquinanti nell'aria.


