Entrambi i medici prestano servizio per 24 ore settimanali e il loro contratto provvisorio, già esteso precedentemente, è stato rinnovato per il periodo 1-30 giugno 2025. Questa decisione, presa dal Servizio Gestione del Personale Convenzionato dell’AUSL, è parte di un quadro più ampio di continuità assistenziale regolata da intese regionali, ma evidenzia il problema ormai cronico della mancanza di stabilità contrattuale nel settore sanitario.
Nonostante il riconoscimento dell’importanza del loro lavoro nelle strutture territoriali per urgenze a bassa complessità, questi medici si trovano a operare in un contesto di incertezza, con la costante necessità di attese per nuovi rinnovi e la difficoltà di pianificare il futuro.
Questa situazione non riguarda solo il CAU di Fanano ma si estende a molte realtà sanitarie, dove il personale medico e infermieristico è costretto a vivere nell’instabilità, tra contratti a termine e incarichi provvisori. Nelle ultime ore è il caso di 5 medici in servizio nel Cau di Finale Emilia. In questo caso i contratti in scadenza sempre al 31 maggio sono stati prorogati a dicembre. Tutto provvisorio, e in via eccezionale, considerato che i bandi regionali per il reperimento di medici di base, dove hanno risposto un numero di medici ben al di sotto delle aspettative e dei posti a disposizione, non hanno ancora prodotto nessun nuovo innesto. Tale da spingere l'Ausl ad agire affidando incarichi provvisori. Che uniti a condizioni di lavoro sempre più pesanti, perché in relazione ad organici sempre più ridotti, porta diversi medici ad abbandonare l'incarico pubblico.
Una situazione critica che diventa allarmante con l'avvicinarsi delle ferie estive.
Un altro recente provvedimento dell'AUSL di Modena, che dispone l'attivazione di cinque contratti di somministrazione per infermieri destinati alle sedi di Pavullo e Mirandola, è solo l'ennesima dimostrazione di un sistema sotto pressione.
La determina evidenzia una realtà ormai consolidata: per far fronte alla carenza di infermieri, si ricorre sempre più spesso a forme contrattuali flessibili come il lavoro interinale. In questo caso, l'AUSL di Modena ha stanziato oltre 70.000 euro per garantire la continuità dei servizi per quattro mesi, affidando il personale all’agenzia Etjca Spa, l'agenzia di Milano scelta attraverso gara di area vasta.
La difficoltà nel reperire infermieri per le sedi coinvolte dimostra quanto sia fragile il sistema di reclutamento. Nonostante lo scorrimento delle graduatorie e le procedure di assunzione previste, le strutture sanitarie continuano a registrare una carenza cronica di personale. Un problema che si acuisce nei periodi estivi, quando le ferie del personale in servizio rendono ancora più difficile garantire l’assistenza ai pazienti.
Il ricorso massiccio a contratti a tempo determinato e interinali porta con sé diverse criticità. Da un lato, il personale sanitario è costretto a operare in condizioni di costante incertezza, senza garanzie di stabilità lavorativa. Dall’altro, l’assistenza sanitaria rischia di essere compromessa: turni estenuanti, strutture sovraffollate e personale insufficiente mettono a dura prova la qualità delle cure offerte.
Gi.Ga.




