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Serie D, il caso Imolese rischia di riscrivere la classifica del girone D di Serie D

Serie D, il caso Imolese rischia di riscrivere la classifica del girone D di Serie D

La Cittadella, che dovrebbe affrontare l'Imolese il 2 aprile, perderebbe tre punti avendo vinto la gara d'andata


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Il tempo stringe per l’Imolese. La crisi che accompagna il club dallo scorso autunno sta entrando nella sua fase decisiva e, in assenza di nuovi investitori nel breve periodo, l’attuale stagione potrebbe interrompersi anticipatamente, già a fine marzo. Una situazione che comprometterebbe il girone D di Serie D, proprio come accadde dopo l’esclusione della Us Pistoiese nel 2024. Il regolamento della Lnd prevede infatti che quando una squadra viene esclusa dal campionato in corso vengano tolti dalla graduatoria tutti i punti ottenuti in stagione contro la suddetta squadra.


A fare il punto sulla situazione è stato Alessandro Servadei, liquidatore nominato dal Tribunale di Bologna, che da quattro mesi gestisce la società iscritta al campionato di Serie D. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Centro Tecnico Bacchilega, Servadei ha lanciato un chiaro messaggio alla cittadinanza e al tessuto imprenditoriale locale, finora rimasti alla finestra. Dal 1° novembre la società opera in regime di esercizio provvisorio, una condizione tutt’altro che scontata in situazioni simili, che spesso portano alla chiusura immediata delle attività.


Il lavoro svolto in questi mesi, ha spiegato il liquidatore, è stato silenzioso ma impegnativo: revisione dei conti, razionalizzazione dei costi e un’analisi puntuale della sostenibilità economica del club.

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Fondamentale, in questo percorso, il supporto di Ulisse Savini. Oggi i numeri sono chiari e i costi mensili sono noti, ma a fronte di ciò non sono arrivate offerte concrete. Solo contatti informali, senza sviluppi reali. L’esercizio provvisorio è stato autorizzato fino al 30 giugno, ma le risorse attualmente disponibili consentirebbero di andare avanti in modo sostenibile soltanto fino a marzo. Se entro quel termine non emergeranno manifestazioni di interesse ufficiali, non è esclusa l’ipotesi di un ritiro anticipato dal campionato, a meno che Savini non decida di proseguire l’impegno economico, senza però alcun obbligo in tal senso.


Le prospettive sono sostanzialmente due. In assenza di acquirenti, la società verrà messa all’asta all’inizio dell’estate: in questo caso, chi subentrerà potrà rilevare il nome e il settore giovanile, ma non il titolo sportivo. Diversamente, un’offerta formale nelle prossime settimane permetterebbe di accelerare i tempi, garantendo la conclusione della stagione e la conservazione della categoria. Per coprire gli ultimi due mesi di attività sarebbero necessari circa 100mila euro. Savini ha confermato l’intenzione di valutare attentamente la possibilità di sostenere questa spesa, pur senza certezze.

In caso di ingresso di nuovi soggetti, il debito sarebbe tutelato dal tribunale, mentre resterebbe da saldare un’esposizione di circa 170mila euro nei confronti della Figc, dovuta esclusivamente in caso di permanenza in Serie D.


Ma come cambierebbe la classifica dopo l’esclusione dell’Imolese? Il Desenzano perderebbe tre punti, presi nella gara d’andata, la Pistoiese quattro (uno a settembre, tre a gennaio), il Lentigione addirittura sei. E il risultato sarebbe questo: Desenzano 53, Pistoiese e Lentigione 49. Gli arancioni guadagnerebbero un punto sul Lentigione e ne perderebbero uno sui bresciani, che però, dovendo ancora giocare la gara di ritorno (è in programma il 19 aprile, quindi dopo l’eventuale esclusione ipotizzata a fine marzo), avrebbero un turno di riposo “obbligato” in quel weekend. La Cittadella, che dovrebbe affrontare l'Imolese il 2 aprile, perderebbe tre punti avendo vinto la gara d'andata.

Matteo Pierotti

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Giornalista professionista si occupa di Calcio Dilettanti da decenni...   

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