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Clamoroso effetto del CarpiGate, il vescovo Cavina si dimette

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'Nonostante la completa archiviazione della mia posizione la gogna mediatica a cui sono stato sottoposto non si è interrotta'


Clamoroso effetto del CarpiGate, il vescovo Cavina si dimette

'Ho sempre rispettato la Giustizia e i suoi operatori e sempre li rispetterò, peraltro, l’aspetto più doloroso per quanto mi riguarda è che l’intera indagine si è contraddistinta per una diffusione mediatica, in tempo reale, di parte dell’attività degli inquirenti, anche quando si versava in pieno segreto istruttorio. Si è arrivati a pubblicare anche il contenuto di telefonate legate al mio ministero sacerdotale ed episcopale. Successivamente, ottenuta la completa archiviazione della mia posizione (richiesta dallo stesso organo inquirente e avallata senza riserva dal Giudice per le indagini preliminari per l’infondatezza delle accuse), la gogna mediatica a cui sono stato sottoposto non si è interrotta. Queste vicende mi hanno portato, dopo aver molto pregato e chiesto consiglio a persone sagge ed autorevoli, a maturare una sofferta decisione. Vi comunico, pertanto, che il Santo Padre, Francesco, dopo ripetute richieste, ha accolto in data odierna, con dispiacere, le mie dimissioni da Vescovo della diocesi di Carpi e ha provveduto a nominare l’Arcivescovo Metropolita di Modena, S.E. Mons. Erio Castellucci, Amministratore Apostolico di Carpi'. Con queste parole inviate ai sacerdoti della diocesi di Carpi il vescovo Francesco Cavina si è dimesso. Una decisione clamorosa e che rappresenta l'epilogo (non giuridico ma sociale) della vicenda Carpigate che ha scossa la politica e la società carpigiane in questi mesi.

Il sostituto

In seguito alla rinuncia al governo pastorale presentata da monsignor Francesco Cavina, papa Francesco ha quindi nominato l’arcivescovo di Modena-Nonantola monsignor Erio Castellucci amministratore apostolico della diocesi di Carpi. La nomina, comunicata all’interessato lunedì 24 giugno, prevede che da oggi, mercoledì 26 giugno, monsignor Castellucci avrà facoltà e oneri che competono al vescovo della diocesi di Carpi, a norma del diritto canonico.
“Ringrazio papa Francesco e la Congregazione per i Vescovi per la fiducia accordatami. – commenta monsignor Castellucci – Ringrazio il vescovo Francesco, che ho sentito al telefono; pur provato dalle vicende degli ultimi mesi che hanno influito sulla sua decisione di rinunciare alla guida pastorale della diocesi di Carpi, è sereno e desideroso di continuare a servire la Chiesa. Cercherò di conoscere la diocesi, nei limiti delle mie disponibilità oggettive e capacità soggettive. Come mi è stato detto dal Nunzio apostolico, sarà importante nei prossimi mesi compiere dei passi sinodali per studiare insieme al popolo di Dio – ministri ordinati, religiosi e laici – quali siano le scelte da compiere per meglio rispondere alla missione che lo Spirito indica oggi alla Chiesa carpigiana. Sono certo di poter contare sulla collaborazione di tante persone, a partire dagli stessi sacerdoti che in buona parte già conosco, nell’obbedienza condivisa al Signore Gesù, vivo e operante nella sua Chiesa”.
Venerdì 28 giugno monsignor Castellucci si recherà a Carpi per una prima visita alla diocesi di cui è nuovo amministratore apostolico.

La lettera integrale di Cavina 

Ecco il testo integrale della lettera di dimissioni di Cavina.

Cari sacerdoti, religiosi, religiose, fedeli,

I sette anni di intenso e sofferto lavoro alla guida della diocesi mi hanno portato a maturare la consapevolezza, con stupore e riconoscenza, che il Signore, nonostante le mie fragilità e povertà, si è fidato di me e mi ha affidato la ricostruzione materiale, morale e spirituale della comunità di Carpi, colpita nel 2012 da un terribile terremoto pochi mesi dopo il mio ingresso. Rimangono particolarmente indelebili nella mia memoria le visite che il Papa emerito Benedetto XVI e Papa Francesco hanno riservato alla diocesi come segno di attenzione per la comunità diocesana e il suo pastore.
Tuttavia, i sette anni di ministero in mezzo a voi sono stati segnati da continui tentativi di delegittimazione, nonché, negli ultimi tempi, da intercettazioni telefoniche a seguito di denunce di presunti reati alla Procura della Repubblica.

Ho sempre rispettato la Giustizia e i suoi operatori e sempre li rispetterò, peraltro, l’aspetto più doloroso per quanto mi riguarda è che l’intera indagine si è contraddistinta per una diffusione mediatica, in tempo reale, di parte dell’attività degli inquirenti, anche quando si versava in pieno segreto istruttorio. Si è arrivati a pubblicare anche il contenuto di telefonate legate al mio ministero sacerdotale ed episcopale.
Successivamente, ottenuta la completa archiviazione della mia posizione (richiesta dallo stesso organo inquirente e avallata senza riserva dal Giudice per le indagini preliminari per l’infondatezza delle accuse), la gogna mediatica a cui sono stato sottoposto non si è interrotta.
Queste vicende mi hanno portato, dopo aver molto pregato e chiesto consiglio a persone sagge ed autorevoli, a maturare una sofferta decisione. Vi comunico, pertanto, che il Santo Padre, Francesco, dopo ripetute richieste, ha accolto in data odierna, con dispiacere, le mie dimissioni da Vescovo della diocesi di Carpi e ha provveduto a nominare l’Arcivescovo Metropolita di Modena, S.E. Mons. Erio Castellucci, Amministratore Apostolico di Carpi.
Ho ritenuto di fare un passo indietro esclusivamente per l’amore che porto a questa Chiesa locale alla quale ho cercato di dare tutto quanto era nelle mie possibilità. Spero, in tale modo, che ora i riflettori si spengano e sia restituita alla diocesi la necessaria tranquillità per compiere la sua missione e a me la serenità e la pace per dedicarmi alla sola ragione per la quale ho donato la mia vita al Signore: annunciare ai fratelli le meraviglie del Suo amore.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno voluto bene e aiutato in questi sette anni di ministero episcopale, perdono chi mi ha fatto del male, e chiedo a mia volta di essere perdonato da chi avessi, senza intenzione, fatto soffrire.
Se qualcuno ritiene di avere ricevuto qualche bene e aiuto dal mio servizio pastorale domando la grazia di una preghiera.
Ai tanti sinceri amici che riceveranno la notizia delle mie dimissioni da questa comunicazione, voglio dire che non potevo fare diversamente perché vincolato dal segreto pontificio.
Diceva San Pio da Pietrelcina: L’uomo potrà sfuggire alla giustizia umana ma non a quella divina. Pertanto, al Signore, Giudice giusto ed imparziale, affido questi miei sette anni di episcopato perché, a tempo debito, dia a ciascuno secondo le sue opere.
Giunga a tutti, per l’ultima volta, la mia benedizione, certi che il bene seminato e l’amore dato e ricevuto non andranno perduti e sicuramente porteranno frutti inattesi.
Sono certo che la Vergine Maria, assunta in cielo, venerata nella cattedrale di Carpi con una devozione popolare che mi ha sempre commosso, continuerà a vegliare sulla mia persona e ad intercedere anche per me.



Redazione La Pressa
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