Opinioni Lettere al Direttore

Drepanocitosi lab, cosìi laboratori del Policlinico sono migliori

Drepanocitosi lab, cosìi laboratori del Policlinico sono migliori

Tra gli obiettivi del progetto quello di incoraggiare alla donazione del sangue e favorire l'integrazione di alunni affetti da tale patologia


2 minuti di lettura


Egregio direttore,
è con interesse e partecipazione che ho accolto l’articolo sulla drepanocitosi apparso giorni fa sul vostro quotidiano
Mi riferisco al progetto, presentato dall’istituto Superiore “F. Selmi”, di potenziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro; per il quale ha ricevuto finanziamento dal MIUR.
Tale progetto, chiamato ‘Drepanocitosi Lab’, prevede un periodo di formazione all’interno dei laboratori del Servizio Immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, dove io presto servizio.
A tale proposito ci tenevo ad aggiungere alcune informazioni e a spendere due parole a favore di tale iniziativa, in quanto io stessa direttamente coinvolta.
Per tre settimane, a rotazione, sedici ragazzi provenienti dalle classi quarte dell’Istituto Selmi, frequenteranno i vari settori del laboratorio.
Il periodo di apprendimento, per ciascuno studente, è di quaranta ore settimanali, dal lunedì al sabato. 
Sono previsti approfondimenti teorici sulla patogenesi della drepanocitosi e sugli approcci terapeutici, ovvero terapia trasfusionale e farmacologica. 
La terapia trasfusionale resta ancora il trattamento di elezione per alcune complicanze acute e croniche. La necessità di frequenti trasfusioni di sangue comporta la ricerca di compatibilità anche per sottogruppi meno noti, al fine di evitare reazioni trasfusionali.
Tra gli obiettivi del progetto quello di incoraggiare alla donazione del sangue,  sensibilizzare il territorio sul tema di drepanocitosi e favorire l’integrazione di alunni affetti da tale patologia.
Ricordo che la drepanocitosi, o anemia falciforme, malattia genetica ereditaria, era un tempo rara alle nostre latitudini e comune soprattutto nelle regioni meridionali del nostro paese.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
È invece molto diffusa nella zona dell’Africa Occidentale e in particolare in Ghana, dove colpisce circa il 20-40% della popolazione.

A causa dell’incremento della immigrazione proveniente da questi paesi, Modena rappresenta oggi la prima provincia in Emilia Romagna per numero di pazienti affetti da questa patologia. 
Non vorrei annoiarla, dilungarmi troppo in nozioni tecniche. 
Vorrei però soffermarmi sull’impatto emotivo ed educativo riscontrato all’interno della mia realtà lavorativa e ringraziare questi studenti per il loro entusiasmo.
Dovrei menzionare, oltre alla dottoressa Venturelli, referente di questo progetto; in particolare i miei colleghi, tecnici di laboratorio biomedico, che con impegno e dedizione si stanno adoperando per la buona riuscita di questa attività formativa. 
Ho incrociato per i corridoi gli sguardi dei ragazzi. La loro curiosità ha rievocato in me quella di un gruppo di visitatori all’interno di un museo d’arte; li ho visti fotografare apparecchiature, collezionare moduli e richieste con premura, come riproduzioni di opere importanti. 
Nonostante i limiti e le criticità, di cui sono consapevole, oggi il mio posto di lavoro mi appare migliore, direi quasi attraente.

Anna Sala - Tecnico sanitario
di laboratorio biomedico presso SMT
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Acof onoranze funebri

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati