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'La Polizia è a servizio del Paese, disgustati dalla accuse SiCobas'

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Orfello (Sap): 'La nostra categoria è impegnata ogni giorno a garantire ordine e sicurezza nell'interesse di tutte le parti sociali impegnate nel confronto'


'La Polizia è a servizio del Paese, disgustati dalla accuse SiCobas'

Il nostro sindacato apprende con disgusto la presa di posizione sui giornali e media del coordinatore nazionale “SiCobas” Simone Carpeggiani che ha descritto l’operato delle Forze di Polizia alla stregua di una banda di criminali denunciando sei (agenti) che avrebbero “tenuto fermo un sindacalista per sferrargli una ginocchiata al petto fratturandogli quattro costole (vittima “Simone” coordinatore di Bologna SiCobas) ed ancora nel descrivere il “fermo” di un altro sindacalista (Marcello Pini davanti ad ItalPizza a Modena) scrive: “Preso e portato in questura mentre tentava di calmare gli animi nonostante le provocazioni della celere (si chiamava così negli anni 70 ndr) contro gli operai”.
Posto il sermone utilizzato che rievoca tempi sempre più lontani e anacronistici, critichiamo con disappunto anche la stampa che si presta a dare eco a questi interventi di odio sociale senza alcuna verifica sui fatti, contribuendo a fomentare un clima di rabbia che non aiuta a trovare pace e serenità dove serve, in questo caso parliamo di una lunga e complicata vertenza sindacale dagli esiti ancora incerti.
Questo non è modo di fare sindacato e non è modo di fare stampa. La nostra categoria è impegnata ogni giorno a garantire ordine e sicurezza nell’interesse di tutte le parti sociali impegnate nel confronto, che sia una partita di calcio, una manifestazione politica, o una vertenza sindacale, permettendo a tutti di poter esercitare i propri diritti costituzionali di libera espressione del pensiero.
Il Sap da tempo lotta per la dotazione a tutti gli agenti impegnati in OP di telecamere che possano riprenderne l’operato per ragioni di giustizia e garanzia, e non per i numeri identificativi sui caschi utili a denunce “orientate” come quelle di cui sopra. Le immagini (visive e sonore da vicino) rivelano la verità, e la riveleranno anche sull’episodio del Pini quando si accerterà nelle sedi opportune quale sia stato il vero intervento del sindacalista nel contesto che lo vedrà condotto in Questura.
In questi ultimi mesi in diverse occasioni per motivi politici e sindacali la presenza e l’operato delle forze di polizia è stata letta in chiave strumentale, con lo scopo di insinuare un bieco mandato di governo nelle nostre azioni.
Gli uomini e le donne della Polizia di Stato sono al servizio della nazione e dell’interesse collettivo, aldilà della compagine politica al governo di turno, ed invitiamo il questore a prendere una posizione di tutela, difendendo il nostro operato davanti a queste accuse gravi, e dopo aver accertato i fatti (che saranno giustamente anche oggetto di vaglio giudiziario), rappresenti con forza la nostra categoria che sopporta onerosi sacrifici quotidiani pur di garantire le finalità istituzionali.
Sacrificio e abnegazione riconosciuti dal sindaco di Modena con un articolo di oggi che elogia il contributo della Questura di Modena alla sicurezza della città, dalle grandi operazioni antidroga al minuto controllo del territorio, di cui siamo orgogliosi nonostante le scarse risorse disponibili. I sacrifici che il momento storico impone alla nostra categoria sono sostenuti dai colleghi per spirito di corpo e coscienza, ma non deve mai mancare il sostegno dal vertice… questo può seriamente minare il rapporto con la base, non altri problemi di cui siamo consapevoli non dipendenti necessariamente dal Questore. Invitiamo tutti, ciascuno secondo i proprio obblighi deontologici a contribuire costruttivamente alla vertenza sindacale “ItalPizza”, nei tavoli, come per strada davanti ai cancelli dell’azienda, per evitare che la situazione aggravata dal caldo non degeneri in episodi di violenza che non aiutano a far prevalere la ragione.

Ottorino Orfello - Segretario provinciale Sap

Il nostro sindacato apprende con disgusto la presa di posizione sui giornali e media del coordinatore nazionale “SiCobas” Simone Carpeggiani che ha descritto l’operato delle Forze di Polizia alla stregua di una banda di criminali denunciando sei (agenti) che avrebbero “tenuto fermo un sindacalista per sferrargli una ginocchiata al petto fratturandogli quattro costole (vittima “Simone” coordinatore di Bologna SiCobas) ed ancora nel descrivere il “fermo” di un altro sindacalista (Marcello Pini davanti ad ItalPizza a Modena) scrive: “Preso e portato in questura mentre tentava di calmare gli animi nonostante le provocazioni della celere (si chiamava così negli anni 70 ndr) contro gli operai”.
Posto il sermone utilizzato che rievoca tempi sempre più lontani e anacronistici, critichiamo con disappunto anche la stampa che si presta a dare eco a questi interventi di odio sociale senza alcuna verifica sui fatti, contribuendo a fomentare un clima di rabbia che non aiuta a trovare pace e serenità dove serve, in questo caso parliamo di una lunga e complicata vertenza sindacale dagli esiti ancora incerti.
Questo non è modo di fare sindacato e non è modo di fare stampa. La nostra categoria è impegnata ogni giorno a garantire ordine e sicurezza nell’interesse di tutte le parti sociali impegnate nel confronto, che sia una partita di calcio, una manifestazione politica, o una vertenza sindacale, permettendo a tutti di poter esercitare i propri diritti costituzionali di libera espressione del pensiero.
Il Sap da tempo lotta per la dotazione a tutti gli agenti impegnati in OP di telecamere che possano riprenderne l’operato per ragioni di giustizia e garanzia, e non per i numeri identificativi sui caschi utili a denunce “orientate” come quelle di cui sopra. Le immagini (visive e sonore da vicino) rivelano la verità, e la riveleranno anche sull’episodio del Pini quando si accerterà nelle sedi opportune quale sia stato il vero intervento del sindacalista nel contesto che lo vedrà condotto in Questura.
In questi ultimi mesi in diverse occasioni per motivi politici e sindacali la presenza e l’operato delle forze di polizia è stata letta in chiave strumentale, con lo scopo di insinuare un bieco mandato di governo nelle nostre azioni.
Gli uomini e le donne della Polizia di Stato sono al servizio della nazione e dell’interesse collettivo, aldilà della compagine politica al governo di turno, ed invitiamo il questore a prendere una posizione di tutela, difendendo il nostro operato davanti a queste accuse gravi, e dopo aver accertato i fatti (che saranno giustamente anche oggetto di vaglio giudiziario), rappresenti con forza la nostra categoria che sopporta onerosi sacrifici quotidiani pur di garantire le finalità istituzionali.
Sacrificio e abnegazione riconosciuti dal sindaco di Modena con un articolo di oggi che elogia il contributo della Questura di Modena alla sicurezza della città, dalle grandi operazioni antidroga al minuto controllo del territorio, di cui siamo orgogliosi nonostante le scarse risorse disponibili. I sacrifici che il momento storico impone alla nostra categoria sono sostenuti dai colleghi per spirito di corpo e coscienza, ma non deve mai mancare il sostegno dal vertice… questo può seriamente minare il rapporto con la base, non altri problemi di cui siamo consapevoli non dipendenti necessariamente dal Questore. Invitiamo tutti, ciascuno secondo i proprio obblighi deontologici a contribuire costruttivamente alla vertenza sindacale “ItalPizza”, nei tavoli, come per strada davanti ai cancelli dell’azienda, per evitare che la situazione aggravata dal caldo non degeneri in episodi di violenza che non aiutano a far prevalere la ragione.

Ottorino Orfello - Segretario provinciale Sap



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