
Mentre sul governo dell'esistente la situazione, rispetto agli anni precedenti, è addirittura peggiorata. Dopo il pensionamento dello storico tecnico comunale Norberto Carboni, qualcosa deve essere andato storto, perché la città s'è oggettivamente imbruttita, sempre più sporca e trascurata. E sugli investimenti realizzati o in corso d'opera e sulla loro manutenzione pare regnare il caos assoluto: il parco della Cappuccina, inaugurato un paio d'anni fa proprio da Righi - suo il mitico lancio delle costose farfalline - è già stato abbandonato anche dagli amici più vicini, promotori del festival Concentrico; il progetto faraonico del Biscione è in altissimo mare; la “rotonda con semafori” delle piscine non ha migliorato affatto la viabilità; il parco dell'Università, dopo l'inaugurazione in pompa magna, è lasciato alla desertificazione. L'apoteosi è il cantiere di Via Roosevelt: in ritardo di mesi, bloccato, poi l'amministrazione scopre che i progetti iniziali erano “forse” sbagliati e che ci sono state “forse” manchevolezze in fase di realizzazione. Tanto da dover demolire e rifare parte dei lavori. Eppure sarebbe bastato andare in cantiere almeno una volta per vedere che c'era qualcosa che non andava.
Le strutture sportive, poi, sono palesemente inadeguate per una cittadina di 72000 abitanti. Con le giovanili della prima squadra costrette a giocare un po' ovunque in provincia.
Mentre in casa PD e affini l'unica battaglia “per il futuro” che valga la pena di essere combattuta è quella, ai coltelli, per la successione in giunta di Alessandro di Loreto, ex dirigente Amo, e di Paolo Malvezzi, vicino alla pensione. La politica? Può attendere.
Ma in tutto questo grigio dov'è la “Carpi a colori” promessa da Righi?
Magath



(1).jpg)
