Opinioni Il Punto

Aimag ceduta a Hera, il piano 'ben congeniato' di Righi è un fallimento (non solo ortografico)

Aimag ceduta a Hera, il piano 'ben congeniato' di Righi è un fallimento (non solo ortografico)

E dopo il pensionamento dello storico tecnico comunale Norberto Carboni, qualcosa deve essere andato storto, perché la città s'è oggettivamente imbruttita


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A distanza di un anno dall'insediamento, si stanno avverando tutte le più tristi previsioni sull'amministrazione del nuovo sindaco di Carpi, Riccardo Righi. Una giunta debole e dai troppi legami, con la politica che ha ceduto il passo al lobbismo. Le scelte più importanti sono state eterodirette. Una per tutte Aimag: un piano 'ben congeniato' come scrive Righi - l'errore di ortografia è tutto suo - per cedere il controllo a Hera. Che ha visto lo stravolgimento dei programmi presentati in campagna elettorale e confermati dal Consiglio. Essi prevedevano la ricostruzione del patto di Sindacato e il rafforzamento del controllo pubblico, ma s'è fatto esattamente il contrario, senza alcuna discussione preventiva. Arrivando a imporre il segreto obbligatorio ai consiglieri. Con il PD locale supino sul ribaltamento di posizione, in pieno contrasto con il PD della bassa. E con gli alleati a sinistra minacciati di estromissione dalle giunte in caso di opposizione - si veda il primo comunicato di AVS, esprimente alcune piccole perplessità, ritirato dopo poche ore di forti pressioni. E con la complicità assoluta degli alleati della lista del sindaco, nonostante molti di loro fossero fra i promotori dei referendum per l'acqua pubblica - il vero perché emergerà a breve.

Mentre sul governo dell'esistente la situazione, rispetto agli anni precedenti, è addirittura peggiorata.
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Dopo il pensionamento dello storico tecnico comunale Norberto Carboni, qualcosa deve essere andato storto, perché la città s'è oggettivamente imbruttita, sempre più sporca e trascurata. E sugli investimenti realizzati o in corso d'opera e sulla loro manutenzione pare regnare il caos assoluto: il parco della Cappuccina, inaugurato un paio d'anni fa proprio da Righi - suo il mitico lancio delle costose farfalline - è già stato abbandonato anche dagli amici più vicini, promotori del festival Concentrico; il progetto faraonico del Biscione è in altissimo mare; la “rotonda con semafori” delle piscine non ha migliorato affatto la viabilità; il parco dell'Università, dopo l'inaugurazione in pompa magna, è lasciato alla desertificazione. L'apoteosi è il cantiere di Via Roosevelt: in ritardo di mesi, bloccato, poi l'amministrazione scopre che i progetti iniziali erano “forse” sbagliati e che ci sono state “forse” manchevolezze in fase di realizzazione. Tanto da dover demolire e rifare parte dei lavori. Eppure sarebbe bastato andare in cantiere almeno una volta per vedere che c'era qualcosa che non andava.
Le strutture sportive, poi, sono palesemente inadeguate per una cittadina di 72000 abitanti. Con le giovanili della prima squadra costrette a giocare un po' ovunque in provincia.
E un discusso bando di gara, che qualcuno ha detto essere tagliato su misura.
Mentre in casa PD e affini l'unica battaglia “per il futuro” che valga la pena di essere combattuta è quella, ai coltelli, per la successione in giunta di Alessandro di Loreto, ex dirigente Amo, e di Paolo Malvezzi, vicino alla pensione. La politica? Può attendere.
Ma in tutto questo grigio dov'è la “Carpi a colori” promessa da Righi?
Magath
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Dietro allo pseudonimo Magath un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da Magath ricade solo sul direttore della testata.  Ci sono...   

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