A testimoniare questa deriva senza argini sono le recenti operazioni che stanno strappando via al territorio storiche eccellenze. Alcune operazioni già chiuse, altre in procinto di finalizzarsi, sempre ovviamente con la benedizione del partito di governo locale, quel Pd che in Emilia è una cosa sola col potere.
La prima operazione già conclusa è quella della Fiera di Modena che è stata ceduta in toto a Bolognafiere. Una dismissione senza appello che ha spogliato la città di un luogo centrale in termini di attività e turismo. Ci sta provando la Camera di Commercio a metterci una pezza entrando in Bolognafiere, nonostante il veto di Lepore. In ogni caso i giochi sono fatti.
Seconda operazione ormai largamente annunciata è quella che riguarda la fusione di Seta, l'azienda di trasporto pubblico locale, in Tper. La volontà di passaggio è stato già ufficializzata dal presidente di Regione De Pascale e dall'assessore Priolo, il sindaco Mezzetti e il fedele scudiero-assessore Zanca (guarda caso entrambi bolognesi) fingono di trattare, ma ormai anche in questo caso il dado è tratto.
Terza operazione riguarda Aimag. Il controllo della multiutility-gioiello della Bassa sta per essere ceduto in via esclusiva ad Hera, con tanto di plauso bipartisan dei sindaci Pd e Lega (proprio la Lega che aveva fatto dell'autonomia di Aimag una crociata). Unici a resistere sono gli ultimi ex sindaci-samurai di Mirandola e Concordia. Battaglia nobile ma probabilmente perdente.
Il meccanismo
Da notare come il meccanismo per giustificare questa svendita incondizionata, questo sventolio di bandiere bianche sul campo dell'autonomia e dell'orgoglio provinciale, è sempre lo stesso. Ne sono un esempio plastico la vicenda Seta e la vicenda Aimag. In entrambi i casi la politica (tradotto, Sistema Pd) racconta di aziende decotte, di realtà ormai insostenibili e non in grado di partecipare a gare o offrire servizi decenti. Ovviamente questa crisi è da addebitare a un passato indefinito, quando a governare erano entità mitologiche, fatto sta che con questi numeri e bilanci - si dice - Aimag e Seta non stanno in piedi.
Gli effetti
Gli effetti di questa dismissione a favore di Bologna ovviamente non sono solo nominali ma anche concreti. L'operazione già conclusa di Modenafiere lo dimostra. A dicembre 2022 il Comune di Modena assicurava con tanto di croce sul cuore che, nonostante l'uscita dalla Fiera, gli eventi sarebbero rimasti (qui il comunicato). Risultato? Modena in due anni ha perso tutte le grandi fiere che la avevano caratterizzata: da Play a Skipass.
Con Aimag e Seta le c'è da scommetterci le cose andranno in modo identico. Si prometteranno organi di vigilanza, comitati territoriali, tanta tanta attenzione dalla politica. E poi? Poi deciderà tutto Bologna attraverso Hera e Tper. Come è normale che sia quando si cede una proprietà.
Giuseppe Leonelli

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