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Debacle referendaria: a Roma Meloni impone dimissioni e aria nuova, a Modena in Fdi silenzio e immobilismo

Debacle referendaria: a Roma Meloni impone dimissioni e aria nuova, a Modena in Fdi silenzio e immobilismo

La classe politica locale di centrodestra è stata bocciata, ancora una volta, alle urne dimostrando evidentemente scarsa credibilità


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I dati di Modena, soprattutto di Modena città, sono stati tra i peggiori per il centrodestra e per Fdi in particolare in termini di risultato referendario. Sotto la Ghirlandina il No ha vinto con percentuali bulgare superiori al 63% e a livello provinciale si è sfiorato comunque il 58%, eppure in casa Fdi non si è levata alcuna voce di autocritica, così come - per onestà - nessuna autocritca è giunta da Forza Italia e Lega. Ma è Fratelli d'Italia, visto il consenso, ad avere l'onere e l'onore più alto.
E dire che in campagna elettorale i vertici del partito, su precisa indicazione della Meloni, si erano mobilitati per il Sì, con video e messaggi social da parte dei singoli consiglieri comunali ancora lì, presenti sul web e invecchiati piuttosto male.

Tanto rumore in campagna elettorale e tanto silenzio all'indomani del voto. Qualche timido post di circostanza sui social con le solite banalità sul 'popolo sovrano' e sulla 'politicizzazione', ma per il resto tutti allineati e coperti ad aspettare che passi la nottata.
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Bocche cucite, nessuna spiegazione nè tantomeno nessun passo indietro, guaimai.
Un atteggiamento simile a quello tenuto all'indomani del disastroso voto alle amministrative quando, nonostante il traino nazionale, i candidati sindaci di centrodestra, a Modena e a Carpi in particolare, vennero travolti dal Pd e nessuno in casa Meloni tentò un accenno di analisi nè ovviamente di mea culpa.

Che il referendum avesse un connotato politico era chiaro visto l'attivismo delle ultime settimane, ma allora perchè far finta di nulla davanti a una così grave sconfitta? Gli stessi comitati referendari per il Sì alla riforma, fatti anche di avvocati e tecnici lontani dalla politica attiva e che credevano davvero (comprensibilmente) nella necessità di una riforma della giustizia, meritavano una invasione di campo così estesa ieri e un silenzio così assordante oggi? Non era meglio astenersi da caricare il referendum sulla giustizia di un valore politico a sostegno del centrodestra (con conseguente atteggiamento speculare del centrosinistra) e lasciarlo correre con le proprie gambe? E ancora, tutto questo attivismo e spreco di energie da parte di consiglieri, referenti locali e regionali in questi mesi, non meritava forse altre battaglie locali in chiave anti-Sistema?

Domande che rimbalzano negli stessi ambienti di Fdi Modena, anche alla luce della volontà di cambiare aria della Meloni a livello nazionale. Mentre a Roma si dimettono ministri e sottosegretari per imposizione del premier, nella nebbia modenese tutto di disperde.
La classe politica locale di centrodestra è stata bocciata, ancora una volta, alle urne dimostrando evidentemente scarsa credibilità e consegnando l'impressione che se non avessero fatto campagna elettorale il risultato referendario sarebbe stato migliore, ma non succede assolutamente nulla. Quasi che a Modena la sconfitta sia cosa scontata e non faccia nemmeno notizia: il centrosinistra festeggia e il centrodestra incassa, in attesa di far finta di credere a un successo al prossimo voto.
Una opposizione rassegnata alla irrilevanza e impegnata nel confronto interno in vista della composizione delle prossime liste per le Politiche o per le Regionali quando si andrà al solito scontro per una poltrona, per sè o - come già successo - per i propri famigliari. Perchè quella, nella Modena che non cambia mai, è l'unica cosa che davvero interessa a chi dovrebbe essere chiamato a costruire una alternativa al Sistema Pd. Alternativa... Che dirlo, ormai, è solo una pia illusione.
Giuseppe Leonelli
Nella foto da sinistra Pulitanò, Cavedagna, Barcaiuolo, Delmastro e Negrini
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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