E dire che in campagna elettorale i vertici del partito, su precisa indicazione della Meloni, si erano mobilitati per il Sì, con video e messaggi social da parte dei singoli consiglieri comunali ancora lì, presenti sul web e invecchiati piuttosto male.
Tanto rumore in campagna elettorale e tanto silenzio all'indomani del voto. Qualche timido post di circostanza sui social con le solite banalità sul 'popolo sovrano' e sulla 'politicizzazione', ma per il resto tutti allineati e coperti ad aspettare che passi la nottata. Bocche cucite, nessuna spiegazione nè tantomeno nessun passo indietro, guaimai.
Un atteggiamento simile a quello tenuto all'indomani del disastroso voto alle amministrative quando, nonostante il traino nazionale, i candidati sindaci di centrodestra, a Modena e a Carpi in particolare, vennero travolti dal Pd e nessuno in casa Meloni tentò un accenno di analisi nè ovviamente di mea culpa.
Che il referendum avesse un connotato politico era chiaro visto l'attivismo delle ultime settimane, ma allora perchè far finta di nulla davanti a una così grave sconfitta? Gli stessi comitati referendari per il Sì alla riforma, fatti anche di avvocati e tecnici lontani dalla politica attiva e che credevano davvero (comprensibilmente) nella necessità di una riforma della giustizia, meritavano una invasione di campo così estesa ieri e un silenzio così assordante oggi? Non era meglio astenersi da caricare il referendum sulla giustizia di un valore politico a sostegno del centrodestra (con conseguente atteggiamento speculare del centrosinistra) e lasciarlo correre con le proprie gambe? E ancora, tutto questo attivismo e spreco di energie da parte di consiglieri, referenti locali e regionali in questi mesi, non meritava forse altre battaglie locali in chiave anti-Sistema?
Domande che rimbalzano negli stessi ambienti di Fdi Modena, anche alla luce della volontà di cambiare aria della Meloni a livello nazionale. Mentre a Roma si dimettono ministri e sottosegretari per imposizione del premier, nella nebbia modenese tutto di disperde.
Una opposizione rassegnata alla irrilevanza e impegnata nel confronto interno in vista della composizione delle prossime liste per le Politiche o per le Regionali quando si andrà al solito scontro per una poltrona, per sè o - come già successo - per i propri famigliari. Perchè quella, nella Modena che non cambia mai, è l'unica cosa che davvero interessa a chi dovrebbe essere chiamato a costruire una alternativa al Sistema Pd. Alternativa... Che dirlo, ormai, è solo una pia illusione.
Giuseppe Leonelli
Nella foto da sinistra Pulitanò, Cavedagna, Barcaiuolo, Delmastro e Negrini

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