A ben vedere la politica modenese può contare su due termometri umani quantomai precisi. Uno che misura l'ascesa del leader di turno, l'altro che misura la distanza dalle scadenze elettorali (siano esse anticipate o di fine legislatura). Il primo rilevatore umano della convenienza politica è rappresentato da Stefano Bonaccini. Una battuta circola da tempo in casa Pd: 'Se vuoi sapere chi sarà il prossimo segretario del partito tu guarda chi sostiene Stefano'. Il sostegno a Bersani e la svolta improvvisa renziana del governatore del resto bastano a giustificare da sole questa affermazione.
Il secondo termometro è rappresentato invece da Enrico Aimi. Silente per mesi e mesi, il consigliere regionale si eclissa totalmente dal dibattito politico all'indomani del voto, un voto che dal 2000 lo elegge ininterrottamente a Bologna, per poi ricomparire con una raffica di comunicati e interrogazioni a tre-quattro mesi dalle nuove elezioni. E' sempre andata così, e va così anche oggi. In queste settimane infatti Aimi è riapparso sulla scena e questo lascia pensare che le elezioni politiche anticipare ad ottobre siano praticamente certe. A quanto pare infatti il consigliere, dopo 17 anni in Regione, ora punta al Parlamento. Ricordiamo però che stavolta sulla testa di Aimi pende la spada di Damocle del processo spese pazze. Peraltro proprio ieri il Gup che doveva decidere sul suo rinvio a giudizio ha posticipato per l'ennesima volta l'udienza di qualche settimana. Ad Aimi nella prima tranche dell’inchiesta, relativa al periodo 2010-2011, sono contestati rimborsi, secondo la Procura non giustificati, pari ad 58.000 euro e nella seconda tranche relativa alla legislatura 2009-2010 altri 38.000 euro.
Giuseppe Leonelli

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