Ma Draghi non molla, anche ieri ha detto chiaramente in Senato che l'Italia continuerà a sostenere l'Ucraina. Bene, Draghi sostiene l'Ucraina. Ma chi sostiene Draghi? E' vero che formalmente il Governo può sempre far appello alla risoluzione parlamentare di tre mesi fa, ma il punto della legittimazione politica c'è tutto. E così a sostenere la linea sulle armi dell'ex presidente della Bce è l'unico partito teoricamente all'opposizione, Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che infatti ieri Draghi ha anche ringraziato. E ci mancherebbe.
Letta e Meloni a braccetto a livello nazionale, con la Destra, quella che si vanta di essere coerente con se stessa, che finisce per togliere le castagne dal fuoco al Governo che dice di non volere.
Per alcuni quello di Giorgia Meloni è un tentativo di lavarsi i panni nell'Arno di Bruxelles, per potersi presentare come premier 'equilibrato' alle prossime elezioni. Una sorta di ricerca di benedizione dell'Europa, per togliersi di dosso l'odiosa etichetta di 'destra estrema': la stessa benedizione che del resto ha cercato mesi fa Salvini accettando di andare al Governo con il Pd. A testimonianza dell'eterna sindrome di sudditanza che le forze sedicenti antisistemiche hanno verso il sistema che dicono di voler combattere, quel bisogno di essere riconosciuti dall'avversario, perchè della propria identità in quanto tale non si è mai del tutto certi.
In ogni caso, quali siano i reali motivi che stanno spingendo Fratelli d'Italia a fare da stampella al Governo, resta il dato contingente. L'Italia continuerà a inviare ogni tipo di arma a Zelensky grazie a questo tacito accordo tra Pd e Fdi, pubblicamente vergognandosi l'uno dell'altro ma segretamente grati l'uno all'altro. Che tanto, a questo punto, non si sa quale dei due partiti sia più a destra. Intanto Mario deve ringraziare Giorgia per l'aiuto.
Giuseppe Leonelli


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