'Vorrei dire al quotidiano lapressa.it di smetterla di paventare presunti finanziamenti per la mia campagna elettorale avuti da quegli industriali con cui, oggi, avrei, dunque, timore di discutere. Si tratta, per quanto mi riguarda personalmente, di una evidente falsità. I fondi della mia campagna elettorale nascono da attività di autofinanziamento, un pranzo, e dal contributo diretto dei candidati. Giusto che ai cittadini questo sia chiaro'. A chiamare in causa (totalmente a sproposito) il nostro quotidiano sul caso-Castelfrigo è il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi (nella foto) in un intervento nel quale controreplica anche alle critiche di Andrea Galli e Alessandro Di Battista.

Solo per la precisione: La Pressa non ha mai parlato dei finanziatori della campagna elettorale Massimo Paradisi. Abbiamo scritto, e lo ripetiamo, che molti eletti (tutti Pd ovviamente) nelle istituzioni modenesi e nazionali hanno goduto per la loro campagna elettorale di finanziamenti da aziende (non la Castelfrigo che non abbiamo mai citato) del distretto carni.
Questo abbiamo detto e questo ribadiamo. A conferma citiamo l'unico caso esplicito di finanziamento di campagna elettorale poichè molti amministratori ed eletti non hanno pubblicato le cifre. Lo ha fatto il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli il quale nel 2014 ha ricevuto per la propria campagna elettorale 10mila euro da Inalca spa di Castelvetro e 5mila euro di Unibon spa di Modena.
Per gli altri amministratori il dato è pubblico (pur non pubblicato dagli stessi), ma bisogna fare richiesta alla Corte di Appello presso il Tribunale.
Lo faremo.
Giuseppe Leonelli



