Ieri sera a Ponte Alto ha preso il via la festa provinciale dell'Unità. Per il Pd modenese e nazionale è il momento più difficile di sempre. Con il Governo giallo-verde forte di consensi a prescindere e sulla fiducia, i Dem a livello nazionale non hanno ancora tarato la propria identità sulle corde dell'opposizione, mentre a livello locale sono terrorizzati da una probabile sconfitta sia a in Regione che a Modena (ovviamente a condizione di uno sforzo unitario dell'opposizione).
Il clima insomma per il Pd non è dei migliori e lo abbiamo detto.
Il Sistema che per 70 anni ha fuso potere politico, istituzioni e una fetta di mondo economico (escludendone con arroganza e strafottenza un'altra) sta crollando e sembra ormai tardi per qualsiasi disperata manovra di salvataggio.
Eppure l'impressione entrando nei padiglioni di Ponte Alto è ancora quella di un luogo di incontro vero che - nonostante tutto - nessun altro partito o Movimento è in grado di organizzare.
Al netto della banda, dei volontari ostentati (anche quelli immigrati), della solita retorica pomposa, la Festa dell'Unità di Modena resta un momento atteso e partecipato.
I primi dati sulle presenze verranno resi noti in questi giorni, ma pur senza boom, ieri sera vi era una discreta presenza di modenesi tra gli stand.
E i politici? Beh, anche i politici hanno fatto la loro parte. Un inizio con i sindaci vittoriosi alle ultime amministrative (per la prima volta esposti come specie in via di estinzione), Iacopo Lagazzi di Guiglia, Gian Domenico Tomei di Polinago e Monja Zaniboni di Camposanto, e poi chiacchiere con tutti.
C'era l'ex presidente della Provincia e attuale presidente della società che dovrà realizzare la Bretella, Emilio Sabattini all'ingresso a consegnare il libretto col programma. C'erano i consiglieri regionali Luca Sabattini, Luciana Serri e Giuseppe Boschini (corso via dopo il taglio del nastro), c'era il segretario provinciale Davide Fava con cravatta giallo pallido e fermacravatta dorato e l'ex deputato Davide Baruffi che si è fermato a cena all'Osteria dei due Ducati e poi un salto alla Capannina, dove a distribuire dolci e pasticcini con tanto di grembiule d'ordinanza c'era la consigliere comunale e presidente Città Sane Simona Arletti. E poi tanti sindaci Pd e tanti assessori.
Il Sistema sta crollando, Stefano Bonaccini e Giancarlo Muzzarelli (assente giustificato per ferie) non si sono fatti vedere al taglio del nastro, neppure il segretario regionale Paolo Calvano c'era, ma la Festa resta la Festa e sarebbe sbagliato banalizzarne la funzione.
Insomma il Pd in crisi, terza gamba di un Sistema-Modena e Emilia che per anni ha paralizzato una fetta di cultura, economia e pensiero, è e resta ancor oggi l'unico luogo ancora capace di creare spazi vivi (al di là dei Social) di dialogo e di dibattito. E questo va riconosciuto.
Giuseppe Leonelli

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