In queste settimane di braccio di ferro tra Comune di Modena ed Hera sul tema raccolta differenziata e illuminazione pubblica, emerge un retroscena curioso rispetto alla governance della multiutility e rispetto al noto scontro tra Massimo Mezzetti e Giancarlo Muzzarelli. Come noto uno degli ultimi atti dell’ex primo cittadino Muzzarelli fu proprio la nomina del vicepresidente di Hera, nella figura del fedelissimo Tommaso Rotella. La nomina di Rotella, si ricorderà, provocò la dura critica dello stesso Mezzetti che - in piena campagna elettorale - parlò di atto inopportuno e si scagliò contro il sindaco in carica. Quella che non emerse allora fu la strategia che Mezzetti stava tessendo su Hera. L’attuale sindaco infatti aveva pensato a Paolo Zanca come vicepresidente di Hera, una operazione che gli avrebbe consentito di accontentare l’alleato Azione e di liberare un posto in giunta. Del resto Zanca stesso non gradì la nomina di Rotella, anche se la cosa venne letta più come un derby tra renziani (partito di cui Rotella era coordinatore) e uomini di Calenda. Fatto sta che i desiderata di Mezzetti non si realizzarono, Muzzarelli vinse il braccio di ferro, Zanca a quel punto venne recuperato in giunta, con delega proprio al rapporto con le partecipate e quindi con Hera e Mezzetti per accontentare Azione perse malamente per strada i civici di Katia Parisi.
Giuseppe Leonelli
Hera e Comune di Modena: Mezzetti voleva Zanca come vicepresidente
I desiderata di Mezzetti non si realizzarono, Muzzarelli vinse il braccio di ferro imponendo Rotella
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