Sono bastati sei mesi per far evaporare ogni speranza. Mezzetti non solo ha mostrato di essere in piena continuità con Muzzarelli, ma ha dimostrato che gli unici elementi di discontinuità (urbanistica e rifiuti) sono basati su contrapposizioni personali con l'ex sindaco e non certo su spunti di merito. A Modena tutto procede come sempre: gli appalti milionari sui servizi vengono rinnovati, implementati, amplificati a dismisura sempre Mediagroup, i media a cui affidare la pubblicità comunale (quella fatta coi soldi pubblici) sono sempre gli stessi, i mondi di riferimento del sistema di potere continuano a pesare esattamente come prima e ora vi è pure l'aggravante che tutti gli elementi di vertice della macchina comunale sono in mano a non modenesi (dal direttore generale al capo ufficio stampa, passando per l'assessore più fedele al sindaco). Anche sulla sicurezza la promozione dell'ex prefetto è risultata una delusione, foss'anche solo perchè la Camporota fatica a scaricare sul passato i problemi dell'oggi, essendo stata ella ai vertici della catena di comando al tavolo della sicurezza. Per restare all'attualità, se quando poteva non ha agito sulle baby gang perchè dovrebbe farlo ora?
Allora viene da rivalutare il decennio di Muzzarelli, dell'uomo burbero e a volte iracondo, ma lontano da ogni forma di camuffamento 'gentile'. Muzzarelli era quello che era. Mezzetti, come la sfuriata dell'altra sera davanti ai genitori che chiedevano solo sicurezza per i loro figli ha dimostrato, si è speso sul fronte dell'ascolto e del cambio di passo per quello che non era.
Stupisce come l'opposizione, guidata da Fratelli d'Italia, concentrata per mesi sulla promozione della elezione di Arletti e Pulitanò in Regione, per ora continui nella sua apertura di credito alla giunta esprimendo pareri favorevoli sui passaggi chiave. Stupisce, ma anche questa luna di miele non potrà durare in eterno.
Giuseppe Leonelli

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