'L’Ucraina ha diritto alla solidarietà e noi la garantiamo in pieno, finché servirà, sotto ogni profilo'. Le parole pronunciate ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dell’incontro bilaterale, a Varsavia, con il presidente polacco Andrzej Duda, sembrano contrastare con le immagini con cui anche Modena si prepara alla Festa della liberazione.
Accanto al consueto slogan 'W il 25 aprile' nei tradizionali cartelli stradali è stato infatti inserito un altro slogan 'No alla guerra'. Uno slogan che sembrerebbe ovvio in un Paese nel quale, per Costituzione (articolo 11), la guerra viene ripudiata, ma che diventa dirompente in un momento storico così particolare.
Il 25 aprile dalla piazza di Modena verrà così lanciato ancora una volta un messaggio chiaro, dall'Anpi e da Libera (è previsto l'intervento di don Ciotti), con la presenza sul palco del sindaco Muzzarelli: 'No alla guerra'. Senza distinzioni e senza eccezioni. Ora come questo messaggio chiaro e netto possa conciliarsi con l'invio di armi all'Ucraina (scelta sostenuta non solo dal Governo, ma anche dal Pd e dal Capo dello Stato come abbiamo visto) è difficile da comprendere.
g.leo.
Ma nei cartelli la festa del 25 aprile si fonde col 'No alla Guerra'
Come questo messaggio chiaro e netto possa conciliarsi con l'invio di armi all'Ucraina, scelta ribadita da Mattarella, è difficile da comprendere
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