Una mascherina che pare quasi un segno distintivo, venduta e spacciata da una narrazione discutibile, come uno strumento di civiltà contro le barbarie di coloro che non la indossano sempre, anche quando sono soli in auto. Che la farebbero indossare anche al cagnolino, che non si sa mai. Perchè da chi non indossa la mascherina un po' bisogna guardarsi, in fondo dietro a quel viso scoperto potrebbe celarsi un temibile e odioso no-vax.
E' in questo clima che l'Italia si è svegliata all'aba di un 2 di maggio caldo e primaverile. Mentre i bollettini Covid continuano a dare conto di ricoveri in aumento (nonostante il record di vaccinazioni) e mentre è ormai passata l'idea che lo stop al Green pass scattato ieri è solo temporaneo. Una piccola pausa prima dell'inevitabile nuova introduzione autunnale, quando cadranno le foglie e si alzeranno i contagi.
Chi invece farebbe volentieri a meno della mascherina, chi ancora non è stato condizionato dal clima del terrore che da due anni affligge il nostro Paese, sono i bambini. Ma per loro la scelta se indossare o meno il panno davanti a bocca e naso non esiste. Loro a scuola devono portarla. Sono obbligati, il ministro Speranza è stato chiaro. In ufficio, in fabbrica, l'obbligo non c'è, solo raccomandazioni. Ma tra i banchi di scuola occorre indossarla, sempre. Anche durante la ricreazione. Perchè, si sa, i bambini sono pericolosi untori. E il virus che possono trasmettere è il più pericoloso: quello della libertà.
Giuseppe Leonelli


.jpg)
