Davanti a una opposizione modenese guidata da Fdi che nei due passaggi chiave vissuti sinora (rifiuti e urbanistica) si è schierata con la giunta, per il sindaco bolognese-romano Massimo Mezzetti i problemi maggiori possono nascere solo dai banchi della maggioranza che lo sostiene. L'ostentata voglia di discontinuità con la giunta Muzzarelli (nei fatti nulla cambia ma spesso in politica la forma è sostanza), l'aver scelto per i ruoli chiave della macchina amministrativa
figure bolognesi o addirittura toscane che di Modena sanno poco o nulla, il suo malcelato fastidio nei confronti delle pressioni della fetta del Pd che vorrebbe condividere l'azione di governo, finanche il rapporto complesso con gli assessori vicini a Muzzarelli (Venturelli e Guerzoni su tutti), stanno aprendo la frattura tra il primo cittadino e il primo partito della coalizione che lo sostiene. Nessun problema coi fedelissimi 5 Stelle, ci mancherebbe, nessun problema con gli altrettanto fedeli Avs, nessun problema con l'amico di sempre Zanca di Azione, ma a Modena il Pd vale 16 consiglieri sui 21 totali di maggioranza e col Pd Mezzetti non va esattamente d'accordo.
Finora i Dem hanno fatto buon viso a cattivo gioco: qualche mugugno, qualche anonima imbeccata, qualche uscita dall'aula, ma nulla più.
Ancora frastornati dalla figuraccia degli 8 candidati sindaco spazzati via da Mezzetti stesso, spaventati dall'apparente forza del primo cittadino non iscritto al partito, i consiglieri Pd in questi mesi si sono adattati e hanno incassato le continue stoccate di Mezzetti. Ma, a ben vedere, se si dovesse davvero a un braccio di ferro tra sindaco e Pd, Mezzetti si troverebbe non certo in una posizione di forza. Ovvio che il Pd non potrebbe permettersi di togliere la fiducia al proprio sindaco, ma ci sarebbero mille modi per vincolarne l'azione di governo e costringerlo a un atteggiamento meno 'gentilmente' arrogante.
Su questo fronte sta lavorando con cura Giancarlo Muzzarelli. Il leone ferito, tornato fieramente padrone della situazione con l'elezione record in Regione, sa che può far pesare in modo determinante il suo ruolo e il suo carisma, magari in asse col consigliere regionale Vincenzo Paldino, a dispetto della segreteria oggi guidata da Stefano Vaccari. Passaggio delicato sarà proprio l'elezione del nuovo segretario, in pole sembra esserci Palma Costi, ex consigliere regionale e sorella del braccio destro di Muzzarelli, ma in ogni caso la partita ormai è aperta e Muzzarelli appare pronto a guidare l'opposizione interna.
Insomma, uno scatto d'orgoglio del primo partito a Modena risulta inevitabile e a Mezzetti con la sua squadra tutta bolognese (e con assessori, come ha dimostrato la Maletti, sempre pronti a una svolta muzzarelliana), serviranno sponde più solide rispetto a quella gentilmente offerta finora da Fratelli d'Italia.
Giuseppe Leonelli