I maldipancia si curano a casa e in pubblico occorre indossare la maschera più bella. Funziona così per tutti, ma per qualcuno, all'ombra della Ghirlandina, salire sul palco del grande teatro della politica oggi è un po' più difficile.
Andrea Bortolamasi, candidato sindaco in pectore prima del cataclisma primarie, da sempre braccio destro di Bonaccini e che tanto aveva fatto in questi anni per piacere anche a Muzzarelli, si ritrova improvvisamente sul carro dei 'non vincitori'. Una collocazione inedita per lui ma che è costretto gioco-forza ad accettare.
La scelta di nominare Bonaccini presidente Pd certamente lo ha rincuorato, qualcosa il presidente della Regione deve aver pur trattato in termini di poltrone con la Schlein, ma indubbiamente adesso Andrea è costretto a guardarsi le spalle. In primis dall'altro Andrea, quel Bosi che per uno strano scherzo del destino si è ritrovato per la prima volta nella sua vita sul carro che conta: quello della vincente Schlein.
Già la Schlein... Se solo non si fosse presentata in modo così spigliato e fresco rispetto ai risvoltini di Bonaccini... Se solo si fosse un po' rifatta il viso e non avesse trascurato in modo così tremendamente affascinante il proprio aspetto... In fondo bastava un ritocchino alle sopracciglia... Se solo non avesse detto quelle cose così belle, di sinistra vera... Era sufficente trattare un po' meglio la Meloni... O ancor meglio, se fosse rimasta negli Usa al fianco di Obama, allora per Bonaccini non vi sarebbero stati problemi di sorta e per Andrea Bortolamasi tutto sarebbe stato più facile.
Ma le cose sono andate diversamente... Ma ecco che una flebile speranza si profila all'orizzonte per l'assessore alla Cultura: Oltreoceano si favoleggia della possibile candidatura di Michelle Obama alla presidenza. Vedi che mai che la Schlein non decida di tornarsene negli Stati Uniti?
Giuseppe Leonelli

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